26.12.2025 – 10.00 – Anche quest’anno la vigilia di Natale è stata scandita dal classico appuntamento di Una poltrona per due su Italia 1. Uscito negli Stati Uniti nel 1983, Trading Places incassò 90 milioni di dollari in patria, anche se non era nato come film natalizio, dato che venne proiettato nei cinema dall’8 giugno. Eppure, la sua ambientazione tra la vigilia e il Capodanno, unita alla scelta ripetuta della programmazione televisiva, lo hanno trasformato in uno dei simboli del Natale italiano, un vero e proprio cult festivo. La forza della tradizione è tale che ormai molti spettatori non considerano “completa” la vigilia senza questo film. È una consuetudine che si autoalimenta: la ripetizione crea attesa, l’attesa crea identità – proprio come i bambini aspettano ogni anno l’arrivo di Babbo Natale, anche gli adulti coltivano i loro piccoli rituali. E così la commedia di John Landis con Eddie Murphy e Dan Aykroyd, satirica, brillante, elegante nella sua critica al capitalismo americano, continua a sedurre generazioni diverse con battute, scene iconiche e un ritmo narrativo senza tempo.
Resta però una domanda inevitabile: dopo così tanti anni, ha stufato? Gli ascolti televisivi sembrerebbero suggerire il contrario. I dati Auditel mostrano una sorprendente tenuta nel tempo: dai 3,3 milioni di spettatori del 2002 ai 2,8 del 2004, passando per i 2,6 del 2012 (anno in cui è entrato nel palinsesto televisivo del 24 dicembre) e i 2,2 del 2018. Nel 2020, in piena epoca streaming, il film torna a toccare quasi 3 milioni di spettatori. Ancora più significativo è l’andamento recente: nel 2023 si registrano oltre 2 milioni di spettatori con uno share del 15,4%, mentre nel 2024 l’appuntamento natalizio cresce ulteriormente, raggiungendo 2.408.000 spettatori e un sorprendente 17,2% di share. Questi non sono numeri che appartengono a un prodotto “consumato”, bensì a un classico ormai radicato nel calendario emotivo degli italiani.
Il motivo di questa fedeltà non si trova soltanto nella qualità del film, ma nella tradizione che la televisione ha costruito attorno ad esso. Anno dopo anno, Una poltrona per due si è trasformato in un rito collettivo, un momento di riconoscimento condiviso che unisce famiglie e generazioni. Un film che si è effettivamente rivelato un trampolino di lancio per Eddie Murphy – che pochi mesi prima aveva esordito in 48 ore e che si esibiva come cabarettista al Saturday Night Live – e che si distingue per battute e situazioni imprevedibili; annoverando al suo interno donne di strada, truffatori e droghe, un Babbo Natale che fatica a stare al passo con la propria esistenza e altre scene di dubbia moralità. Tutto questo, fece etichettare il film negli USA come “Vietato ai minori di 17 anni non accompagnati dai genitori” (rating R), mentre da noi, da oltre due decenni, fa parte dello spirito del Natale, tra regali e panettoni.
Mentre il mondo dello streaming frammenta i gusti e moltiplica l’offerta, questo film resta uno dei pochi appuntamenti televisivi che continuano a mettere d’accordo un pubblico ampio e trasversale, forse perché si può ormai definire una vera abitudine culturale.
[a.c.]


