Secondo Orban, i beni russi oggi non sono all’ordine del giorno a Bruxelles

18.12.2025 – 7.30 – Secondo Orban, all’ordine del giorno del Consiglio europeo oggi non ci sarà l’utilizzo dei beni congelati della Banca centrale russa. Il primo ministro ungherese lo ha annunciato a sorpresa, ieri, dopo che la giornata politica del Continente è stata segnata dall’attesa per la riunione dei leader al via oggi a Bruxelles. “L’Ungheria ha vinto una battaglia nell’ambito dei negoziati preliminari al summit Ue”, ha dichiarato Viktor Orban citato dall’agenzia di stampa ungherese Mti: “La presidente della Commissione europea ha annunciato che il tema dei beni russi congelati non sarà in agenda”. Inoltre sempre ieri il quotidiano Magyar Nemzet (“Nazione magiara”) ha svelato che in precedenza Orban aveva scritto sul tema una lettera al presidente russo Vladimir Putin. Secondo quanto riportato, risale a ottobre lo scambio epistolare, finalizzato a chiedere informazioni sulla eventuale reazione del Cremlino, qualora l’Unione europea sequestrasse definitivamente i beni sovrani russi attualmente congelati sotto regime sanzionatorio. Orban in particolare ha chiesto se Mosca, soppesando come reagire, terrebbe in considerazione come hanno votato le singole nazioni. Sempre secondo Orban, Mosca ha confermato che presterà “attenzione alle posizioni dei Paesi Ue” nella sua “risposta decisiva, basata su tutti i meccanismi del diritto internazionale”. La scorsa settimana l’Unione europea aveva vietato fino a data da destinarsi la restituzione dei beni della Banca russa già congelati in territorio europeo, per un valore pari a 210 miliardi di euro, aprendo la strada al possibile futuro utilizzo di quegli stessi beni per il finanziamento dell’Ucraina. Ne avevamo scritto nell’articolo disponibile cliccando su questo link. Era stata una decisione presa a livello di ministri. Oggi capi di Stato e di governo al Consiglio europeo dovrebbero dunque decidere se utilizzare quegli stessi asset bloccati per finanziare l’Ucraina. Così ha spiegato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ieri mattina davanti all’Europarlamento: “Il Fondo monetario internazionale e le nostre stime mostrano che il fabbisogno dell’Ucraina per gli anni 2026 e 2027 è di circa 137 miliardi di euro. L’Europa dovrebbe dare 90 miliardi di euro. Ho proposto due opzioni, una basata sugli asset [russi] e una basata sul prestito Ue. In questo Consiglio europeo dovremo scegliere. E abbiamo già fatto un passo importante, la scorsa settimana, concordando l’immobilizzazione degli asset”. Nella stessa mattinata, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito alla Camera dei Deputati qual è la posizione italiana sul tema: “L’Italia venerdì scorso non ha fatto mancare l’appoggio all’immobilizzazione dei beni russi. Lo abbiamo fatto, pur non condividendo il metodo utilizzato, perché non vi siano dubbi sulla linea coerente di sostegno all’Ucraina. Ma senza avallare ancora alcuna decisione sul loro utilizzo. Decisioni di questa portata giuridica, finanziaria e istituzionale – come quella dell’eventuale utilizzo degli asset congelati – non possono che essere prese al livello dei leader. Sarà questo il compito che spetta al Consiglio Europeo [oggi, ndr]. Sacrosanto il principio secondo cui debba essere prioritariamente la Russia a pagare per la ricostruzione della nazione aggredita, ma questo risultato deve essere raggiunto con una base legale solida. Intendiamo inoltre chiedere chiarezza rispetto ai possibili rischi connessi alla proposta di utilizzo della liquidità generata dall’immobilizzazione degli asset, particolarmente quelli reputazionali, di ritorsione o legati a nuovi, pesanti, fardelli per i bilanci nazionali”. Cliccando su questo link si può leggere l’intervento integrale di Giorgia Meloni. Solo più tardi, nel pomeriggio di ieri, quando il primo ministro ungherese era appena atterrato a Bruxelles, è uscita la notizia che secondo Orban l’utilizzo dei beni russi congelati non sarebbe più all’ordine del giorno di oggi.

[l.g.]

Ultime notizie

Dello stesso autore