10.12.2025 – 10.00 – Negli ultimi anni il mercato del lavoro in Friuli-Venezia Giulia ha mostrato una fase di consolidamento e di crescita. Nel 2024 gli occupati stimati nella regione erano circa 527.500, valore che segnava un aumento di 7.600 unità rispetto all’anno precedente, pari a un +1,5%. Anche se nei primi sei mesi del 2025 si registra un numero leggermente inferiore, con circa 525.100 occupati, la variazione risulta contenuta (-0,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). Questo andamento indica una solida capacità di assorbimento del lavoro da parte dell’economia regionale, grazie in buona parte a contratti stabili e, soprattutto, a un buon livello di occupazione femminile, che aveva contribuito in modo importante alla crescita del 2024. Tuttavia il “rimbalzo” non è automatico: la lieve flessione del 2025 riflette anche fenomeni di ristrutturazione settoriale, con cali nell’edilizia, nell’agricoltura e nel commercio/ospitalità.
In questo contesto, la spinta verso la digitalizzazione e l’automazione delle imprese emerge come uno dei fattori chiave per la trasformazione del mercato del lavoro: la regione ha attivato bandi specifici di “Aiuti per gli investimenti digitali”, per consentire a micro, piccole e medie imprese e liberi professionisti di presentare progetti che prevedono l’adozione di sistemi informatici avanzati, ERP, CRM, soluzioni di business intelligence, cloud computing, automazione produttiva, e-commerce, servizi ICT e altre tecnologie utili a modernizzare processi organizzativi e produttivi. Parallelamente, la formazione rappresenta un’altra leva fondamentale e anche in questo caso la Regione promuove iniziative come il Road to Industry 4.0, dedicato alle imprese manifatturiere e che offre seminari e workshop destinati a rafforzare le competenze digitali all’interno del tessuto produttivo regionale: un segnale chiaro del tentativo di accompagnare la transizione tecnologica con un upgrade professionale del capitale umano. Si tratta di una grande opportunità per le piccole e medie imprese e per le giovani generazioni: in un contesto dove competenze specifiche come quelle in automazione, ICT, data management e gestione dei processi digitali sono sempre più richieste, le PMI locali che sanno investire in innovazione e capitale umano hanno la chance di rimanere competitive, di stabilizzare occupazione e di attrarre nuovi profili professionali.
Tuttavia, la sfida non è banale: si tratta di garantire che la modernizzazione non si traduca in esclusione per chi non dispone di competenze aggiornate, e che la digitalizzazione diventi realmente un’opportunità diffusa, non un vantaggio solo per alcune realtà. In questo senso, istituzioni regionali, camere di commercio, università, enti di formazione, le imprese stesse, ma anche i sindacati, rappresentano attori strategici con potenziale e possibilità per proteggere il lavoro e garantire qualità occupazionale. Dunque, il Friuli-Venezia Giulia si trova oggi a un bivio: da un lato consolidamento e buona tenuta dell’occupazione tradizionale; dall’altro la necessità di accelerare la transizione verso modelli produttivi più moderni, digitali e competitivi.
[a.c.]


