Uil Fvg e Banca d’Italia contro la violenza economica, l’educazione finanziaria è la soluzione

24.11.2025 – 11.30 – Esistono forme di violenza silenziose che, non lasciando segni visibili, tendono a passare inosservate o, peggio, ad essere sminuite e trascurate dalle stesse vittime. La violenza economica ne è un esempio: spesso difficile da riconoscere, essa ferisce profondamente l’indipendenza e la dignità di chi ne è vittima. Alla base vi è una dinamica di controllo: qualsiasi forma di privazione, sfruttamento o costrizione volta a creare dipendenza economica, o a imporre impegni economici contro la volontà di una persona, è a tutti gli effetti violenza economica. Questo fenomeno violento colpisce in particolar modo le donne: per contrastarlo, Banca d’Italia e Cgil, Cisl, e Uil hanno avviato un’iniziativa per l’educazione finanziaria delle donne. Ad annunciarlo è la responsabile delle Pari opportunità della Uil del Friuli Venezia Giulia, Elisabetta Pilat: si tratta di un’iniziativa concreta che, in occasione del 25 novembre, vuole andare oltre la semplice commemorazione di una data simbolica, contribuendo in maniera effettiva alla lotta contro la violenza sulle donne.

La violenza economica, spiega Pilat, “è una forma di abuso presente in moltissime storie di violenza domestica e rappresenta uno dei maggiori ostacoli alla possibilità per una donna di uscire da una relazione maltrattante. Perché senza indipendenza economica, lo sappiamo, è difficile difendere la propria libertà”. Tra le situazioni riconducibili a questo tipo di sopruso si citano ad esempio la privazione o il controllo del salario, l’impedimento alla ricerca o al mantenimento del lavoro, l’imposizione con la forza o con l’inganno di impegni economici non desiderati, l’abbandono economico e lo sfruttamento della donna come forza lavoro nell’azienda familiare senza retribuzione. L’elenco, purtroppo, si estende ben oltre queste poche righe, rendendo necessaria una sostanziale presa di consapevolezza a livello sociale e istituzionale.

L’esponente della Uil regionale ribadisce il ruolo cruciale dell’educazione finanziaria: “Dobbiamo insegnare alle ragazze e alle donne che l’autonomia economica è un diritto e un pilastro di libertà. Abbiamo bisogno di strumenti che permettano alle vittime di ricominciare, percorsi di formazione, fondi dedicati per l’autonomia economica. Il nostro impegno è e deve essere quotidiano. Ogni passo avanti, ogni nuova opportunità costruita, rappresenta un avanzamento. Oggi – conclude Pilat – insieme rinnoviamo l’impegno a costruire un Paese in cui nessuna debba mai scegliere tra la propria sicurezza e la propria autonomia”.

[b.m.]

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