02.09.2025 – 15.45 – Si terrà lunedì 9 settembre, a partire dalle 8.30 al teatrino Franco e Franca Basaglia di via Weiss, il Festival delle Comunità di Habitat Microaree 2025, momento conclusivo delle attività estive nelle 14 microaree cittadine.
Il Festival, promosso dal Comune di Trieste con ASUGI, ATER Trieste e il supporto del privato sociale, non vuole solo celebrare i risultati raggiunti, ma soprattutto raccontare i processi che stanno dietro a un modello di welfare urbano considerato un unicum a livello nazionale.
«Il Festival delle Comunità di Habitat Microaree rappresenta la sintesi delle attività svolte durante il periodo estivo – ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali, Massimo Tognolli –. Habitat Microaree è un programma che conta 14 microaree in città e rappresenta un’unicità in Italia. Dobbiamo raccontare quanto più possibile la bellezza di questo progetto, anche a chi ancora non lo conosce. Il Festival racconta una bellezza concreta: una rete di comunità che lavora insieme per fare sistema, superando le complessità con collaborazione, ascolto e azione sul campo».
Quest’anno, rispetto all’edizione 2024 incentrata sul senso di appartenenza, il focus sarà posto sui processi di sviluppo di comunità. L’intento è valorizzare il lavoro continuo di operatori, cittadini e associazioni, troppo spesso invisibile rispetto al risultato finale. Per questo è stato realizzato anche un video, un vero e proprio corto, in cui la voce della Bora di Trieste accompagna il pubblico in un viaggio attraverso i rioni, restituendo storie e testimonianze raccolte nei quartieri.
Il presidente di ATER Trieste, Daniele Mosetti, ha sottolineato il valore del progetto: «La casa è il luogo dove inizia la storia di ogni persona, ma è nella comunità che quella storia trova ascolto, cura e valore. Dopo 25 anni dall’avvio del programma Habitat, ATER riflette sul proprio percorso e guarda al futuro. L’ente ribadisce l’impegno per un welfare abitativo centrato sulla persona e la comunità, capace di generare fiducia, attivare soluzioni e promuovere coesione sociale». Il Festival si presenta così non solo come una giornata di festa, ma come occasione per ribadire la centralità delle microaree nella costruzione di una città più inclusiva e solidale.


