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martedì, 25 Gennaio 2022

Obbligo vaccinale, sindacati insegnanti e Cosap sul piede di guerra. “Mossa discriminante”

27.11.21 – 08.30 – La notizia dellestensione dall’obbligo vaccinale per il personale della sanità, della scuola e delle forze dell’ordine è arrivata come una doccia fredda, gettando in confusione tutti coloro che per vari motivi – di salute ed altro – non sono vaccinati. Dal 15 dicembre il governo ufficialmente estenderà l’obbligo ma sono già molte le voci che si levano in opposizione alle modifiche. Voci che arrivano da settori importanti per la nazione, quindi da non sottovalutare: uno sciopero o dei blocchi proclamati in tali ambiti, difatti, potrebbero portare a serie difficoltà.
I primi a controbattere alle misure del governo sono stati gli appartenenti al COSAP (Coordinamento Sindacale Appartenenti Polizia) – sindacato di polizia autonomo, libero, indipendente e apartitico – che hanno inviato una diffida dall’inoculazione obbligatoria dei vaccini per il Sars-CoV-2. Un ‘No’ indirizzato al premier Mario Draghi e ai ministri Lamorgese e Speranza, oltre ai dipartimenti di pubblica sicurezza del ministero degli Interni. Il Coordinamento ribadisce la convinzione che “si debba garantire a tutti la libertà di scelta se sottoporsi o meno ad un determinato trattamento sanitario”.

Il Cosap contesta la decisione del governo specificando, con varie citazioni e percentuali tratte da riviste scientifiche, che “gli individui vaccinati continuano ad avere un ruolo rilevante nella trasmissione del virus” e, alla luce dei dati rilevati, richiedono di considerare la possibilità di non vaccinare i guariti, che risultano “più protetti e più a lungo” dei vaccinati. Il sindacato dichiara infine che “è dimostrato scientificamente che questo vaccino non offre grandi chance nel frenare il contagio facendo conseguentemente venir meno i necessari presupposti di ragionevolezza e proporzionalità utili, a giudizio della scrivente O.S., al superamento del vaglio di legittimità costituzionale per imporre l’obbligo vaccinale”.

In tutto, ad oggi, sono 77 i poliziotti sospesi dal lavoro in tutta Italia in quanto No vax, ma sono ben 95mila gli operatori di polizia che ancora non sono vaccinati. Uno su dieci.

Questione analoga sul fronte sanitario e dell’insegnamento, dove risulta esserci all’incirca un 6% di personale non vaccinato (dati riportati a settembre ndr.) nel primo settore, mentre nel secondo si parla di un 5%. Andando a vedere nello specifico l’ambito scolastico, si parla di una percentuale minima, sulla quale però ricadono la maggioranza delle ‘colpe’ dei contagi. “Spesso i contagi arrivano dagli alunni e da aule sovraffollate” confermano alcuni insegnanti “vaccinati o non vaccinati, che portano da casa il contagio. Paradossalmente, risulta quindi più controllato il personale che non ha ancora il vaccino perché prende precauzioni maggiori ed effettua tamponi ogni secondo giorno”.

Su questo fronte, il sindacato Anief annuncia lo sciopero nazionale per la giornata di venerdì 10 dicembre (allargato anche a Flc Cgil, Uil Scuola, Snals e Gilda) per docenti, Ata ed educativo, a tempo indeterminato e a tempo determinato che, tra le varie questioni, considera l’introduzione dell’obbligo vaccinale Covid-19 per il personale scolastico in quanto “segue l’introduzione dell’obbligo di possesso ed esibizione dal 1° settembre 2021 della certificazione verde Covid-19, procedendo in entrambi i casi alla sospensione dal servizio e della retribuzione, ma violando la normativa comunitaria richiamata nella raccomandazione dell’assemblea del Consiglio d’Europa n. 2361/2021 proprio contro l’obbligo vaccinale.” Sulla stessa linea, anche Cobas Scuola ed il sindacato Gilda.

“La stragrande maggioranza di lavoratori della scuola (intorno al 95%) è già vaccinata, ma il governo, per nascondere incapacità e inefficienza, nonostante nelle scuole si stia lavorando regolarmente, impone la vaccinazione obbligatoria – scrive in una nota Cobas Scuola -. Una vessazione di cui non si comprendono le ragioni scientifico-sanitarie, poiché le aule continueranno a essere frequentate da una maggioranza (gli alunni) non vaccinata e, quindi, per evitare la diffusione della pandemia continuerà a essere determinante il rispetto delle regole (mascherine, uso del gel…), come ha fatto, dall’inizio dell’anno, tutto il personale, vaccinato e non”.

Il sindacato lamenta lo stato disastroso della scuola pubblica, spiegando come “(…) all’apertura di questo nuovo anno scolastico ci siamo ritrovati nelle stesse pessime condizioni precedenti: personale (Docente e ATA) in numero insufficiente; presenza diffusa delle classi pollaio; nessun intervento significativo sull’edilizia scolastica; mancato rispetto della distanza di un metro fra gli alunni, grazie alla possibilità di deroga quando le classi sono numerose e/o le aule piccole; trasporti in condizioni disastrose”. Gilda conclude: “(…)sul tracciamento dei contagi e sul problema dei trasporti, l’obbligo per gli insegnanti è semplicemente una foglia di fico. Viene solo tolta la libertà di scelta: l’obbligo vaccinale ci sia per tutti, studenti compresi, o per nessuno”.

s.t.

 

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