Università, passaggio di consegne tra il rettore uscente Di Lenarda e la prima rettrice nella storia dell’ateneo Vianelli

01.08.2025 – 13.40 – Passaggio ufficiale di consegne questa mattina, nella sala del Rettorato dell’Università, tra il rettore uscente Roberto Di Lenarda e Donata Vianelli. Si tratta della prima donna rettrice nella storia dell’ateneo giuliano. “Benvenuta e in bocca al lupo. Sicuramente saranno sei anni entusiasmanti” ha esordito Di Lenarda. “Bisognerà mantenere la linea dritta – ha aggiunto – ma credo che questa Università ha dimostrato che si possono fare grandi cose e che continuerà a farle”. Vianelli ha posto l’accento sulla volontà di creare “una grande comunità all’interno dell’ateneo”. “Partire bene – ha aggiunto – vuol dire già in crescita e positivamente” quindi “siamo pronti”. Di Lenarda lascia un’Università che “era già un’ottima Università da tanto tempo, che ha sempre fatto tanta ricerca e didattica anche sfruttando occasioni straordinarie seppur tragiche come quella del Covid”.

Ma anche un ateneo “cresciuto nei numeri, nella solidità economica e in sicurezza”. Un ateneo che ha “significativamente aumentato la sua compenetrazione con  la società”. “Trieste ha capito di essere una città universitaria” ha sottolineato ancora. Alla domanda se sia riuscito a fare tutto ciò che si era prefissato, Di Lenarda risponde: “Per definizione no perché bisogna sempre cercare di fare meglio”. Tuttavia, “le cose strategiche che ci eravamo posti sei anni fa le abbiamo raggiunte superando, in alcuni casi, le aspettative”. L’esempio più eclatante “è stato l’aumento delle immatricolazioni”. Due in particolare i “rammarichi”: il primo legato alla “riorganizzazione dell’organizzazione dipartimentale, i dipartimenti universitari vanno ripensati perché la società è cambiata”.  “La seconda cosa è riuscire a dare un “ulteriore spinta alla semplificazione e nella nuova governance saranno passaggi importanti per migliorare l’efficienza del sistema”.

Visibilmente emozionata, Donata Vianelli afferma: “Essere la prima donna è una cosa grande, penso che sia un bell’esempio per la comunità, per le docenti e le studentesse. Un bel messaggio per il territorio”. Pensando al lavoro che la aspetta, “lavorerò molto sull’organizzazione, credo nella semplificazione organizzativa e credo che un’organizzazione che supporti una strategia e una visione molto chiara e proiettata sul futuro sia fondamentale”. Ma, conclude “investirò molto anche sulla ricerca perché è il Dna delle Università, abbiamo ricercatori eccellenti e centri noti a livello internazionale e mi impegnerò per valorizzarli al massimo”.

[e.b.]

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