Solitudine e isolamento urbano, piaga sociale dell’era moderna. A Trieste il 62% si sente solo

08.07.25 – 10:03 – Una delle piaghe sociali dell’era moderna, la solitudine. Una condizione, oltre che un vero e proprio stato d’animo, che coinvolge numerose persone in Italia. E’ una solitudine fisica e anche emotiva, come si è detto, e proprio la città di Trieste compare tra le città in cui si soffre maggiormente l’isolamento urbano (5.41 su 10).
Infatti, in base ad un report nazionale condotto su oltre 1.500 persone da Unobravoservizio di psicologia online – combinato ai dati ISTAT sulla tematica, il 62% dei residenti afferma di sentirsi solo. E’ il secondo dato più alto a livello nazionale dopo il 68% di Padova.
Una percentuale che può in parte essere giustificata con la presenza di nuclei monofamiliari (39%) e del crescente livello di invecchiamento, ma è anche segno di un fenomeno che porta con sé ripercussioni psicologiche ed interpersonali.

A livello nazionale, gli italiani che vivono da soli sono aumentati del 14% rispetto al 2020, con Milano che si posiziona prima sul – triste – podio delle aree urbane in cui ci si accusa di più la solitudine. In particolare, ne risentono i cittadini tra i 25 e i 34 anni, travolti da una cultura che predica l‘individualismo, la vita digitale e una preoccupante disconnessione emotiva.

Tra le varie cause analizzate sul fenomeno, vi è una bassa percentuale di matrimoni e l’attivazione del lavoro da remoto (nel 2025 il 29% degli italiani lavora da casa almeno part-time). Sorprende, inoltre, il fatto che le persone che vivono in una relazione ammettono di sentirsi più sole dei single (67% contro 60%). Evidente segnale che il senso di solitudine è capace di andare oltre alla semplice vita di coppia ma risiede nell’emotività del singolo individuo.

Infine, in Italia le donne a sentirsi sole rappresentano il 53%, mentre gli uomini sono al 46%.

“La solitudine non è sempre evidente. Spesso si manifesta in silenzio, nella mancanza di conversazioni profonde, di intimità emotiva o anche solo di contatto sociale – dichiara la Dr.ssa Fiorenza Perris, Psicologa e Clinical Director di Unobravo – Nelle città siamo costantemente circondati da persone, ma questo non garantisce un legame. Conta più la qualità che la quantità.”

[e.s.]

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