30.07.2025 – 14.43 – Dopo le meduse cinesi nel Timavo, ragni di esotiche provenienze alla Kleine Berlin e nuove forme di zecca sul Carso, una nuova specie allogena è stata registrata nelle profondità della Trieste sotterranea. Si tratta della Chiocciola di Fango Neozelandese (Potamopyrgus antipodarum), scoperta all’interno dell’Acquedotto Teresiano, negli ultimi anni reso agibile dalla Società Adriatica di Speleologia.
Un progetto di ricerca sulla fauna sotterranea, condotto dal Museo Civico di Storia Naturale di Trieste e dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, attraverso la collaborazione di ricercatori slovacchi e tedeschi, ne ha confermato la peculiare presenza. S’ignora al momento se ciò comporterà danni per l’ecosistema locale o quando e come sia giunta in ambienti tanto profondi: forse era presente al seguito delle truppe neozelandesi degli Alleati, considerando la provenienza, o forse è giunta in tempi più recenti. L’Acquedotto, non essendo più in uso, rappresenta un sistema in larga parte chiuso e che, come tale, limita la circolazione di questa ‘lumaca’.
Non si tratta tuttavia solo di mera curiosità, perchè la lumaca in questione è capace di raggiungere una densità sino a mezzo milione di gusci per metro quadro, devastando gli ambienti naturali. Di solito infatti monopolizza per sé sino ai tre quarti dei nutrienti, riducendo la presenza di tante altre specie e la pescosità delle acque. Divenendo talvolta così abbondante da creare problemi meccanici di intasamento in tubature e filtraggi.
Il Civico Museo di Storia Naturale ricorda che “è molto importante lavare bene stivali e attrezzature ogni volta che si frequentano torrenti o ambienti simili. In questo modo, possiamo evitare di trasportare involontariamente queste specie invasive da un luogo all’altro, per non fare da vettori nella loro diffusione, contribuendo a proteggere l’ecosistema locale”.
[z.s.]


