Nuova zecca sul Carso triestino, è la ‘Marginata’. Melotti: ‘Prematuro fare allarmismi’

26.04.2025 – 07.01 – Se ne parlava già nel 2024, ma l’argomento è tornato alla ribalta con la primavera 2025 e le prime passeggiate nel verde del Carso. Ci si riferisce alla presenza di una nuova specie di zecca sull’altipiano ovvero la Zecca Marginata (Hylalomma marginatum). Il Civico Museo di Storia Naturale vi aveva già dedicato, un anno addietro, un approfondimento. Si tratta di una zecca presente negli ambienti caldi e secchi del Mediterraneo; sul Carso è giunta con gli uccelli migratori e, a causa dell’innalzarsi delle temperature, è poi sopravvissuta agli altrimenti rigidi inverni del litorale. Oggigiorno questa tipologia di zecca, presente soprattutto nella parte orientale dell’ex provincia giuliana, si distingue dalle consorelle per le dimensioni maggiori e la presenza in zone con erbe corte e pietre, spesso assolate. Il pericolo pertanto non si annida “nell’erba alta”, ma al contrario è capace, per qualche metro, d’inseguire la preda lungo i sentieri, togliendo quel senso di sicurezza trasmesso dalla nuda pietra.

“Non è proprio nuova – spiega l’entomologo e giornalista scientifico Eugenio Melotti – perché la zecca asiatica era già stata segnalata negli anni passati; questa è una zecca ‘da landa’ che ama ambienti sassosi e assolati con un comportamento meno passivo a confronto con la Zecca Dura. L’attuale inaridimento del Carso e l’aumento delle temperature medie favoriranno la sua presenza; però sotto il profilo sanitario non vi sono prove che possa portare malattie diverse da quelle che già conosciamo. È senza dubbio una new entry da non sottovalutare, ma non vi sono ancora evidenze che crei un problema sanitario. Consideriamo inoltre come gli umani, per le zecche, siano sempre la seconda scelta a confronto con le prede preferibili, quali grandi mammiferi o uccelli”.

A cosa occorre allora stare attenti? “La situazione non cambia a confronto con gli accorgimenti che già conosciamo; occorre soprattutto rimuovere la zecca scoperta quanto prima possibile, onde evitare la trasmissione di pericolose zoonosi“.

Forse si potrebbe pensare a una qualche azione di disinfestazione, ad esempio in alcune aree verdi… “È prematuro fare allarmismi e pensare a progetti di disinfestazione – spiega Melotti – essi rischierebbero di danneggiare altre specie invece utili e preziose; occorrerebbe sempre muoversi con cautela quando si fa una disinfestazione. I programmi odierni, ad esempio di eliminazione delle zanzare, sono molto poco selettivi ed eliminano ogni insetto volante in generale. Non è detto che venga colpita ‘solo’ la specie che veicola la malattia, anzi. Prima di procedere con le ordinanze, obbligare le persone in casa e chiudere intere strade cittadine sarebbe utile consultare gli esperti, a partire dal Civico Museo di Storia Naturale”.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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