Ambiente FVG: a Trieste in aumento (+14,6%) le aree verdi pubbliche

05.07.202211.18 –  E’ stato presentato il primo rapporto SNPA “Città in transizione: i capoluoghi italiani verso la sostenibilità ambientale”, che analizza l’evoluzione della qualità ambientale nei principali capoluoghi italiani. Nei cinque anni di indagine, Trieste presenta un quadro sostanzialmente positivo, con dei trend di miglioramento per vivibilità e circolarità, stabili per quanto riguarda la resilienza. 
Il motivo di tale rapporto deriva dal fatto che l’innovazione tecnologica e la rivoluzione ambientale in un paese fortemente urbanizzato come l’Italia, passa attraverso le città: è nei contesti urbani, infatti, che si giocano molte delle sfide ambientali della nostra epoca dal cambiamento climatico, al passaggio da un’economia lineare a quella circolare, fino alla crisi del rapporto uomo-ambiente.
L’analisi viene effettuata nell’arco temporale di 5 anni ed indaga la vivibilità urbana, ovvero il rapporto ambiente e salute, la circolarità, con l’efficienza nell’uso di risorse naturali, dei materiali e dell’energia, e la resilienza ai cambiamenti climatici, finalizzata a mettere a fuoco la capacità della città di reagire ed adattarsi ai cambiamenti del clima.

Nel capoluogo del Friuli Venezia Giulia, la metodologia SNPA ha rilevato segnali positivi per la diminuzioni delle polveri sottili, il miglioramento della percentuale di acque reflue conformi, l’aumento della densità delle piste ciclabili e delle aree pedonali (50,7 m2/100 abitanti nel 2018), un’incidenza elevata di aree verdi pubbliche urbane (14,6% del territorio comunale) e periurbane, l’aumento delle autovetture più ecologiche. Significativo il basso indice di incidentalità pari a 7,8 incidenti/1000 autovetture circolanti nel 2019, che rende Trieste tra i comuni più virtuosi.
Per quanto riguarda la circolarità, nel quinquennio di indagine sono stati conseguiti miglioramenti nei settori dei rifiuti, delle infrastrutture verdi, nella riduzione dei consumi idrici, nella mobilità e nei trasporti. In tema di infrastrutture verdi, la superficie destinata ad orti urbani è aumentata notevolmente dal 2012 al 2019. In aumento la quota del parco auto ibride/elettriche sul totale parco autovetture, che raggiunge il 2,4% a fine 2020 a partire dallo 0,4% nel 2015. Permangono invece delle criticità per quanto riguarda la produzione di rifiuti urbani pro capite.

Infine troviamo i dati relativi alla resilienza, che sono rimasti pressoché stabili, con alcuni fattori da tenere in considerazione per un miglioramento. Nel comune di Trieste la produzione elettrica da fonti rinnovabili, utile al fine di fronteggiare eventuali crisi energetiche esterne quali, ad esempio, blackout dovuti a eventi estremi, trova un riscontro positivo con un aumento della percentuale che va dal 5,2% del 2017 al 5,6% del 2020. Le politiche riguardanti altri settori dovrebbero invece essere meglio orientate al fine di ottenere una maggior efficacia in ambito di adattamento ai cambiamenti climatici. In particolare deve essere ancora migliorata la rete di distribuzione dell’acqua che presenta ancora perdite del 41,5% nel 2018, seppure in diminuzione e comunque al di sotto della soglia nazionale (42%). Le ondate di calore a Trieste sono più numerose rispetto agli altri capoluoghi del campione (22 giorni nel 2019), mentre l’impermeabilizzazione del suolo nel 2020 è tra quelli più bassi tra i comuni analizzati. Infine le infrastrutture verdi, cioè la superficie vegetata di proprietà pubblica e privata sulla superficie urbanizzata, pari al 51%, si mantiene costante nel tempo (2016-2020).

[g.l.]

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