26.06.2025 – 10:25 – Può capitare a tutti di intrecciare nella vita un rapporto di amicizia intenso, che con il tempo diventa però opprimente. Spesso accade quando l’altra persona offre poco o nulla in cambio, si mostra aggressiva, manipolatrice e anche incline a comportamenti autoritari. In questi casi si finisce per parlare di un rapporto tossico anche se riconoscerlo non è poi così semplice. Spesso si tratta di amicizie di lungo corso in cui può accadere che una delle persone coinvolte si arroghi il diritto di comportarsi in modo invadente, irrispettoso. L’amicizia tossica non presuppone solo un atteggiamento giudicante ma anche l’impressione che l’amica non sia presente davvero nel momento del bisogno. A quel punto viene spontaneo chiedersi: che valore ha questa amicizia? Per questo motivo è importante riconoscere i segnali di un’amicizia tossica, perché prendere le distanze da chi ci fa stare male è un atto fondamentale di amore verso sé stessi.
Come in amore, succede che un’amicizia possa diventare tossica: “E’ possibile riconoscerla solo a distanza di tempo. Si verifica in particolare quando c’è uno sbilanciamento tra le due amiche che interagiscono in cui c’è una parte sempre attiva e l’altra passiva. Ovvero, c’è una parte che chiede e l’altra che dà ma nel momento stesso in cui le parti si invertono quella che inizialmente chiedeva non restituisce. Nell’immediato si può avvertire una sensazione di malessere ma anche di insicurezza”, spiega Domenico Giuseppe Bozza, psicologo e consulente in sessuologia clinica a Roma.
Non è facile rendersi conto di essere coinvolti in questo tipo di rapporto anche se i campanelli d’allarme non mancano. L’esperto ha evidenziato alcuni punti da tenere bene a mente. L’amica può palesarsi con richieste di favori e attenzioni e se non si è disponibili ti porta a maturare dei sensi di colpa: “C’è una dinamica tipicamente ricattatoria. Una volta che si prende atto della tossicità del rapporto e si decide di troncare si può avvertire una sensazione di vuoto”. La gelosia e l’invidia sono tratti distintivi di queste persone: “Ci sono persone che anziché essere entusiaste per l’obiettivo raggiunto tendono a svalutare mettendo l’accento su ciò che manca piuttosto che su quello che si è ottenuto”. L’amicizia può trasformarsi anche in un rapporto opprimente: “Alcuni considerano l’amicizia come un rapporto esclusivo nel senso che se tu sei mia amica non devi esserlo di altri. In questo caso si considera l’altro come una proprietà, un possesso”.
Dal punto di vista clinico, i segnali di un’amicizia tossica possono manifestarsi in vari modi: sintomi come depressione, stati d’ansia e attacchi di panico sono tra i più comuni. Molti riportano anche una sensazione di oppressione o difficoltà respiratorie, legata al conflitto interno tra il desiderio di porre fine al legame e il senso di colpa per la sofferenza che questa decisione potrebbe arrecare all’altra persona.
Uscire da un’amicizia tossica si può purché si inizi a fare un’analisi personale, assumendosi le proprie responsabilità: “Alla base dell’accettazione di una relazione così logorante e negativa c’è spesso una mancanza di fiducia in sé stessi. Si è convinti di non meritare di meglio o si tende a colpevolizzarsi, pensando di dover sempre essere gentili e comprensivi, anche a discapito del proprio benessere. È fondamentale interrogarsi sul perché si sia arrivati a tollerare una dinamica simile e quali comportamenti abbiano contribuito a mantenerla nel tempo. Il consiglio è quello di rivolgersi ad uno specialista”, ha spiegato il Dott. Domenico Bozza.
[g.b.]


