14.05.25 – 18:00 – “A 14 anni dal referendum per l’acqua pubblica, ancora oggi disatteso, Trieste, CeVi e Rete comunità di vita della terra hanno organizzato un incontro per riportare al centro del dibattito pubblico il diritto all’accesso all’acqua come bene comune,
inalienabile e universale, incontro che si è tenuto ieri a Trieste”. Lo si legge in una nota.
“Le aggregazioni dei soggetti gestori di acqua e rifiuti sono un fatto positivo, anche a fronte di sfide cruciali come il cambiamento climatico. Il percorso di aggregazione può essere utile per raggiungere l’obiettivo di ripubblicizzare il servizio idrico integrato anche a Trieste nell’ottica della partecipazione della cittadinanza. È quello che Trieste ha chiesto a gran voce con il referendum del 2011: è ora di dare seguito a quella richiesta”, ha dichiarato in apertura Massimo Moretuzzo, capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg in Consiglio regionale e segretario del Patto per l’Autonomia.
“La guerra dell’acqua è stato un momento storico molto importante in Bolivia – ha raccontato Oscar Olivera, attivista simbolo di quella mobilitazione -. La forza della cittadinanza organizzata ha consentito di recuperare l’acqua come bene comune, andando
oltre il modello tradizionale statale verso una gestione realmente partecipata. L’acqua non è solo un bene comune capace di riprodurre la vita di tutti gli esseri viventi, ma significa
potere. Se è nelle mani del privato questo potere serve a sottomettere, se invece è nelle mani del popolo serve a costruire una vita degna”.
“Non c’è miglior ribellione che consumare la tua acqua e mangiare il tuo cibo – ha aggiunto Nelly Perez Costana, Fundación Abril (Bolivia), esperta di comunicazione sociale -. Seminare nel nostro orto diversi tipi di semi è una sfida per ciascuno di noi”.
“Oggi Trieste, con la gestione privata di Acegas, costituisce un’eccezione negativa a livello regionale – afferma Riccardo Laterza, capogruppo di Adesso Trieste in Consiglio comunale a Trieste -. La concessione del servizio termina nel 2027; non è una scadenza tecnica, ma l’occasione di aprire una discussione pubblica, come da noi richiesto con la proposta di una
Commissione Speciale”.
Prima dell’incontro, Oscar Olivera e Nelly Perez Cortana hanno visitato il capofonte dell’acquedotto teresiano, che, grazie a una convenzione con il Comune di Trieste, è in gestione alla Società Adriatica di speleologia.
[e.e.]


