Friuli Venezia Giulia, 17esima regione per il turismo culturale. È davvero possibile?

31.03.2025 – 11:57 – C’è una classifica che mette il Friuli Venezia Giulia al 17° posto tra le regioni italiane per attrattività culturale. Sei musei censiti, 66 teatri, tre siti archeologici, un punteggio di 2,67 su 10. Dati secchi, che sembrano relegare questa terra ai margini del turismo culturale nazionale. Eppure, qualcosa non torna. Perché proprio qui, nel cuore del Nord-Est, ci sono due eventi che stanno per ribaltare la narrazione: Gorizia-Nova Gorica Capitale Europea della Cultura 2025 e Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027. Due riconoscimenti in pochi anni. Per una regione che, stando alle statistiche, sarebbe poco rilevante. Com’è possibile? Trieste, si sa, è la città dei contrasti e delle contaminazioni. Svevo, Joyce, Saba, la letteratura cosmopolita che ha fatto scuola. Il Teatro Verdi, punto di riferimento della lirica italiana. Il Rossetti, tra i principali teatri di prosa del Paese. Il Castello di Miramare, la Risiera di San Sabba, i caffè storici. Se la cultura si misurasse con il respiro di un luogo, qui saremmo in vetta alle classifiche. Udine è la la città delle rassegneculturali tra visite al Castello, i capolavori di Tiepolo, i musei civici, il fermento culturale che si accende con i festival.

Gorizia è una città di confine, e come tutte le città di confine ha una cultura stratificata, fatta di incontri e scontri, di mescolanze e contraddizioni. Quest’anno sarà Capitale Europea della Cultura insieme a Nova Gorica, un’occasione straordinaria per mettere in luce una storia unica, che passa dalle battaglie della Grande Guerra fino a diventare un simbolo dell’integrazione europea.

E poi c’è Pordenone. Una città che ha saputo trasformare la sua posizione geografica in un punto di forza. Non è una metropoli, ma ha un’identità ben precisa: tra Pordenonelegge, festival letterario di richiamo internazionale; le Giornate del Cinema Muto, che fanno di questo angolo di Friuli Venezia Giulia un polo d’eccellenza per il cinema d’epoca e non solo. E nel 2027 sarà Capitale Italiana della Cultura. Un titolo che non si vince per caso. Significa che il progetto culturale presentato ha convinto una giuria nazionale. Che c’è un fermento, un’identità in costruzione, una progettualità solida. Possibile che una regione considerata tra le meno attrattive dal punto di vista culturale ottenga un riconoscimento così prestigioso?

Guardiamo ai primi posti della classifica nazionale, stilata da Bonusfinder: Lazio, Toscana, Campania. Colossi culturali, indiscutibili. Ma più si scende e più si vede che il posizionamento di una regione non dipende solo dal patrimonio storico-artistico, ma anche dalla capacità di valorizzarlo e comunicarlo.

Puglia e Sicilia, per esempio, si trovano nella parte alta della classifica grazie a un mix efficace di promozione, eventi e itinerari che rendono la cultura parte integrante dell’esperienza turistica. Il Friuli Venezia Giulia, invece, sembra ancora troppo legato a un modello tradizionale, con un patrimonio diffuso ma poco strutturato in un’offerta turistica competitiva.

E allora cosa manca al Friuli Venezia Giulia? Non certo i contenuti. Le città storiche, i festival, i teatri, i siti archeologici di Aquileia e Cividale. Manca forse un cambio di passo nella promozione, una strategia più aggressiva per far emergere ciò che già esiste. Manca la percezione di una regione che non è solo mare e montagne, ma anche un crocevia culturale.

Gorizia 2025 e Pordenone 2027 sono due occasioni per far capire che questa regione non è solo una nota a margine nella geografia culturale italiana. E chissà che la prossima classifica non racconti una storia diversa.

[c.v.]

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