Torna al Teatro Verdi “Il Ratto dal Serraglio” per la regia del friulano Ivan Stefanutti e con la bacchetta di Beatrice Venezi

16.01.2025 – 12.00 – Con una scenografia che immerge il palco nel mare, come se il retropalco del Teatro Verdi fosse aperto verso il suo naturale orizzonte paesaggistico, arriva a Trieste la nuova produzione di “Die Entführung aus dem Serail” (Il Ratto dal serraglio) del giovane Mozart nell’allestimento del regista friulano Ivan Stefanutti e con la bacchetta di Beatrice Venezi. Un cast giovane ed internazionale completa il primo titolo del nuovo anno, che riserva importanti novità per il pubblico del principale teatro della regione: l’apertura del nuovo Lounge Victor de Sabata, il salotto più elegante di Trieste che diventa dunque uno spazio di ristoro con eccellenze del territorio per gli intervalli di ogni prima d’opera dal 17 gennaio. Regista, scenografo e costumista Ivan Stefanutti ha preso le redini di questa nuova produzione di Die Entführung aus dem Serail di Mozart, completamente lavorata nei laboratori del Verdi, creando un’ambientazione di raffinate turcherie settecentesche immersa nel blu intenso del mare perché «i protagonisti di questa narrazione hanno il mare nel loro destino, e alcuni di loro hanno pensieri profondi come oceani. Ma non tutti. Altri navigano in superfice, inconsapevoli di cosa c’è sotto di loro». Dunque aggiunge: «Questa storia modernissima non pare sulla terra ferma. Forse siamo addirittura sotto il mare. Atlantide?».

Atlantide non pare, ma di certo ricorda molto la città che oggi la ospita, come se all’apertura del sipario il retropalco divenisse di cristallo e il pubblico si potesse immergere nel blu di Trieste e nelle sue eleganti alternanze tra architetture classiche e l’orientalismo delle sue diverse nazioni storiche. Il tutto impreziosito dal Leitmotiv delle perle, decorative e metaforiche al contempo. Dunque uno spettacolo di grande godibilità estetica per questo giovane Mozart, che verrà presentato al pubblico con i dialoghi in traduzione italiana, per apprezzarne maggiormente il testo e dunque la sapiente costruzione drammaturgica accuratamente lavorata da Mozart stesso, e coi cantati in tedesco a sottolineare il suo valore storico di National-Singspiel, la nuova creatura viennese promossa dall’Imperatore Giuseppe II e lungamente meditata dal genio di Salisburgo. Sul podio del Verdi il ritorno ancora su repertorio mozartiano di Beatrice Venezi. Sul palco un cast internazionale, esperto dei ruoli e per lo più giovane, come il quartetto che è protagonista dell’opera, con la russa Anna Aglatova e la coreana Yerang Park nel ruolo di Costanze, ancora russo il Belmonte di Ruzil Gatin in alternanza al pugliese Pierluigi D’Aloia quindi Andrea Silvestrelli e Luca Dall’Amico per Osmin, per una scoperta di nuove e fresche voci, talvolta rare in Italia, chiamate al difficile compito di dare spessore quasi di prosa agli ampi recitativi e limpidezza alle parti cantate.

«ll nuovo anno – spiega il Soprintendente Giuliano Polo – si profila come un momento di snodo importante per il teatro, non solo per le produzioni dei nostri laboratori che diventano bandiera delle competenze artigianali della regione, non solo per i nuovi servizi al pubblico come il servizio macchine per raggiungere il teatro e il raddoppio dei servizi di ristoro con l’apertura del Lounge, ma anche in tanti aspetti che non sono visibili al pubblico ma lavorano sottotraccia per moltiplicare la visibilità della nostra città nel mondo». Si tratta dell’attivazione del cosiddetto “Google Ads Grant”, che ci ha finalmente messo nelle stesse condizioni digitali di teatri come La Scala, il Met di New York o l’Opera di Vienna. Attivato a fine 2024 il servizio ha già portato in meno di un mese ad un’ottimizzazione del 88%.

 [e.b.]

 

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