08.11.2024 – 14.33 – Si riaccendono i riflettori sull’antica diga foranea: grazie ad uno stanziamento della Regione pari a 200mila euro potrà essere svolta l’attività ispettiva della zona subacquea sottostante al manufatto, da decenni gravemente compromesso dalle mareggiate. Si è svolto proprio stamattina il sopralluogo dell’assessore regionale all’Ambiente Fabio Scoccimarro affiancato dal presidente dell’Autorità di Sistema portuale del mare Adriatico Orientale Vittorio Torbianelli. A bordo di due rimorchiatori, stampa e autorità si sono recati sul posto dove è stato firmato il protocollo d’intesa. «Questa è un’opera importante – ha dichiarato l’assessore – sappiamo che la diga è malata e andiamo a fare la diagnosi. Quando capiremo lo stato della diga, che ha bisogno di grosse manutenzioni e vanno verificate, allora interverremo di concerto con l’Autorità portuale». Fermo restando che l’antica diga «non è solo più un’opera di difesa portuale ma qualcosa di più considerando la rigenerazione del Porto Vecchio che diventerà nuovo polmone di sviluppo della città con la nuova sede della Regione disponibile in pochissimo tempo, la difesa va fatta – ha aggiunto Scoccimarro – perché non vorremo mai che una mareggiata importante come quella dell’anno scorso vada a rovinare la diga e compromettere le strutture portuali».
Ma la Regione sta già pensando in grande: «Questo spazio è molto bello in una nuova prospettiva di Trieste turistica, peccato che questa isola non venga usufruita. Oggi è impossibile e impercorribile ma le risorse ci sono, le idee ben vengano affinchè quest’isola sia una ciliegina sulla torta» dunque «la Regione è aperta ai progetti pubblico-privati, c’è solo da sbizzarrirsi sulle possibilità». Di una cosa l’assessore è certo: «Questo manufatto è inutilizzato da decenni, la diga deve proteggere il porto ma è un peccato che questa isola non venga collegata al centro pensando magari ad un mini servizio di traghetto, del resto sono 100 metri dal Molo Audace e si può fare come accade altrove». Scoccimarro ribadisce: «Deve essere assolutamente fruibile. L’importo che mettiamo è un primo tassello, di entità modesta ma serve solo per fare la diagnosi. Dopodichè si interverrà con le risorse, con i progetti e in condivisione con la città e l’Autorità portuale che è la proprietaria». Dunque conclude: «La Regione ha un bilancio equilibrato e solido, se il progetto vale e avrà un ritorno per il territorio la disponibilità c’è e le opportunità per investire ci sono». Dal canto suo Torbianelli ha parlato di «operazioni condivise» per avere «una fotografia completa di tutto lo stato conservativo della diga» ma «finchè non prendiamo atto di questo non è possibile prendere decisioni dunque si tratta di un passaggio importante, la Regione dimostra un vivo interesse per lo sviluppo futuro di un’opera che resta di difesa marittima ma per la parte di uso pubblico aperto siamo felicissimi che si possa collaborare considerando un Porto vecchio che nei prossimi anni si svilupperà e ci sarà molto lavoro da fare».
[e.b.]


