03.11.2024 – 07.01 – Nonostante il pugilato non abbia più l’appeal di un tempo, quando gli incontri sul ring attiravano a Trieste intere folle, permane il ricordo di Primo Tiberio Mitri, detto ‘La tigre di Trieste‘. Velocissimo, con un gran gioco di gambe, capace di incassare colpi che avrebbero steso altri pugili, Mitri fu una delle grandi figure internazionali del pugilato nel secondo dopoguerra, conquistando due volte il titolo europeo dei pesi medi. Passando dallo sport al gossip molti lo ricorderanno per il (chiacchieratissimo, all’epoca) sposalizio con Fulvia Franco, reduce dalla vittoria quale Miss Italia 1948.
Ma quali furono le origini pugilistiche di Mitri? Quando iniziò, torso nudo e guantoni in mano, a distinguersi nel panorama italiano?
Il 1946, dopo alcune rocambolesche avventure durante la seconda guerra mondiale, tra Lussino e la Risiera di San Sabba, segnò la sua discesa nel ring: 26 match spalmati tra Trieste, Svizzera e Roma, con 23 vittorie, 2 pareggi e 1 singola sconfitta. L’ascesa è tanto rapida, quanto improvvisa: aveva appena 21 anni quando, nella natia Trieste, sconfisse Michele Marini ai punti, conquistando il titolo italiano dei pesi medi.
Siamo, nel 1946, all’epoca dell’amministrazione alleata: il Territorio Libero muove i suoi primi passi, occorre ricostruire sulle macerie del conflitto mondiale. Rintracciare le prime comparse sulla stampa di Tiberio Mitri impone allora di utilizzare non Il Piccolo, all’epoca ancora chiuso dalla fine della guerra, ma il Giornale Alleato, uno scarno foglio d’informazione degli Alleati. Ed è qui che il 13 marzo 1946, all’interno di una manifestazione dove compare il (letterale) gigante Primo Carnera, compare Tiberio Mitri tra i pesi medi. Lo scenario consiste nei “locali dell’idroscalo civile”. Il giornale conferisce particolare enfasi, il 30 novembre 1946, allo scontro con un pugile di Zurigo, in Svizzera. Infatti si legge che “salirà sul ring pure il campione triestino Tiberio Mitri, da poco passato al professionismo. Suo avversario sarà nientemeno che il campione svizzero dei pesi medi Frochli, che vanta uno stato di servizio oltremodo lusinghiero. Se il triestino quindi sarà capace di superare questa prova, la sua carriera sarà senz’altro assicurata ed egli potrà affrontare i migliori pari peso d’Italia e d’Europa”.
L’8 dicembre 1946 Tiberio Mitri “conquista l’alloro”. Frochli infatti “è stato dominato per quasi tutta la durata del combattimento da Mitri, che pur debuttando in campo internazionale, ha lasciato un’eccellente impressione sul folto pubblico accorso”. L’annata del 1946 si conclude poi, il 25 dicembre, con l’annuncio dell’incontro tra Mitri e l’ex campione italiano Casadei: “Sul ring dell’idroscalo si cimenteranno domenica due campioni: Mitri, il giovane asso triestino popolare in tutta Italia, affronterà il primo dei tre pericolosi ostacoli che gli ostruiscono la via al titolo. Casadei […] cercherà per via di una tecnica superiore di fermare la catapulta avversaria”. Il giovane pugile triestino all’epoca trionfò, Casadei non fermò la ‘meteora’ Mitri; ebbe però una personale rivincita l’anno successivo, il 13 settembre 1947. Proprio l’ultimo incontro sul ring in assoluto di Casadei si concluse con una vittoria a sorpresa di Casadei che rivendicava, con quest’ultimo incontro, la sua superiorità tecnica di ‘veterano’ della boxe.
[z.s.]


