17.02.2024 – 09.15 – Tinte dal verdone al blu scuro avvolgono divano, poltrona e un tavolino circolare su cui poggiano pile di libri desiderosi di essere sfogliati, tutti i connotati per un’atmosfera ‘british’. Eppure siamo a Trieste, in via Lazzaretto Vecchio, dove Massimo Battista custodisce e vende libri diversi dagli altri: prime edizioni, rarità, fuori commercio, autografati. Ed è proprio il fascino del libro antico, delle strade che intraprende, di come sparisce e di come ritorna, che spinge Battista all’apertura di ‘Zeno Bandini’, unica libreria in Borgo Giuseppino. Un rischio, alla luce della recente scomparsa della libreria Saba e, poco prima di Einaudi, come “la prima edizione che, secondo il grande collezionista Mughini, arrischia la sua vita nel mondo. Lì dentro c’è la vita di una persona”, racconta Battista. E da Zeno Bandini, libreria sociale che cerca il contatto con il quartiere, si aprirà oggi, in occasione dell’anno del Drago, una lettura dal vivo a più voci tratta dal libro “Dàxué – Il Testamento di Confucio secondo Ezra Pound” di Marìa Sánchez Puyade. A seguire, un dialogo tra l’artista e Battista.
Prima dell’incontro di stasera entriamo, però, nel vivo della libreria ‘Zeno Bandini’.
Partiamo dal nome della libreria. È una persona reale?
“Tutto è partito dall’idea di creare un personaggio. Cercavo un nome particolare e Zeno Bandini riesce ad unire due protagonisti della letteratura del Novecento: Zeno de ‘La Coscienza di Zeno’, italiano ma soprattutto triestino e Arturo Bandini, protagonista dei romanzi di John Fante, scrittore americano. Ad oggi, tante persone mi riconoscono con quel nome e mi salutano così: – “Zeno, buongiorno!”-“
E il suo rapporto con i libri, come lo descriverebbe?
“Nasco collezionista, mi affascina l’oggetto-libro. Ho sempre voluto aprire una libreria antiquaria e in questo quartiere mancava. E i lettori forti, in questa zona della città, sono molto presenti: collezionisti, persone in cerca dell’ultima novità o di libri particolari che non si trovano dappertutto, dalla botanica all’aromaterapia.”
I libri che vende, invece, come li sceglie?
“Seleziono libri che mi lasciano un segno, non sempre piacevoli. Ho letto dei libri brutti, ma che riescono a lasciarti qualcosa, un vapore addosso.”
Non solo libraio, ma anche scrittore per Salani con “Collezionare Harry Potter e altri libri di J.K. Rowling”. Com’è successo?
“È stata una ricerca di tre anni, un’occasione unica: la prima bibliografia di Harry Potter in Italia, ne esiste solo un’altra in Inghilterra. Si tratta di un catalogo con tutti i libri pubblicati da J.K. Rowling dal 1998 alla scorsa estate, compresi i dati di stampa relativi alle prime edizioni: un elemento importante per appassionati collezionisti o ricercatori che spesso non compare.”
Ma come nasce il suo fascino per i libri di Harry Potter?
“È stato un fenomeno bello da vivere. Ho comprato il primo libro quando era uscito il terzo. E dal secondo volume c’è una signora trama: mi sono inserito, così, nell’ ”Harry Potter mania”. Da venticinque anni, la saga continua ad essere in classifica come solo “Alice nel Paese delle Meraviglie” ha cambiato la letteratura dell’infanzia.”
E, secondo lei, cosa ha reso ‘Harry Potter’ un bestseller mondiale?
“Qualunque bambino si identifica in uno dei personaggi, ci sono degli stereotipi ben riusciti. Ma oltre a questo, c’è una fantasia incredibile, solo Tolkien si era inventata una lingua; J.K. Rowling, invece, ha creato un mondo. Tutti conoscono Harry Potter, anche chi non l’ha mai letto: quando arrivi a quel livello, hai vinto.”
E i requisiti, invece, affinchè una casa editrice pubblichi un libro?
“Un grande incipit è fondamentale, ma anche una scrittura che sappia scrivere. È vero che si scrive per se stessi, ma bisogna essere capaci di raccontare una storia: la scrittura è un esercizio. Se c’è una buona storia, si sa come raccontarla e il tempismo è giusto, funzionerà. Se sei bravo, emergi.”
Arriviamo all’incontro di stasera, in occasione dell’anno del Drago. Di cosa si tratta?
“Presenteremo “Dàxué – Il Testamento di Confucio secondo Ezra Pound”: un libro d’artista stampato in trecento copie numerate con la tecnica della risografia, basata su inchiostri a base di soia; solo a Firenze fanno questo tipo di stampa. Al suo interno, insieme al testo di Confucio in cinese, si trova la versione inglese e italiana di Pound con la traduzione spagnola dell’artista. Un filo di seta rilega, poi, tutta l’opera di Marìa Sánchez Puyade.”
E all’interno, cosa racchiudono i testi?
“Nel testamento di Confucio, alla base del confucianesimo, si leggono indicazioni socali di un uomo, religioso e politico insieme, che è stato fondamentale nella cultura mondiale. È un testo di riferimento per la comunità cinese: la cultura cinese è millenaria e spesso sottovalutata.”
Quale messaggio può portare, infine, questo libro d’artista in una città come Trieste?
“Trieste non esiste: è una città di commercio, nata e cresciuta grazie alla migrazione. E la comunità cinese avrebbe tanto da insegnare, questo incontro vuole essere un’azione culturale importante, un segno di apertura. Leggere millenni di umanità ti insegna anche a empatizzare con l’altro, con storie diverse dalla tua.”
[m.p]


