27.10.2024 – 08.30 – Una passeggiata di quartiere (tanto per cominciare) con ritrovo in via Puccini nell’ambito del progetto “#Supershine” che punta a coinvolgere la popolazione residente nella riqualificazione di via Boito. Si è svolta ieri mattina, 25 ottobre e terrà conto di tutte le esigenze espresse dagli abitanti. Ad illustrare le idee di riqualificazione del complesso Ater sono state la dirigente Cristina Davi affiancata da Alessandra Cecchet, responsabile del servizio costruzioni e progettista dell’intervento. Presente anche Silvio Pahor della Settima circoscrizione. Il progetto #Supershine è finanziato con i fondi Horizon Europe 2021-2027. La spesa complessiva ammonta a 24 milioni di euro tra fondi regionali, statali ed europei. Via Boito è proprio uno dei siti “pilota”: «L’obiettivo è la riqualificazione completa degli otto edifici ora disabitati e obsoleti – spiega Davi – che verranno completamente demoliti e ricostruiti secondo una visione nuova che noi come Ater vogliamo portare a Trieste». Non più otto palazzine, dunque, ma sette maggiormente orientate al sole e alla luce e dotate di tutti i comfort abitativi. Saranno tutte munite di balconi, fotovoltaico ed efficientamento energetico. Non solo, le pareti saranno coperte di verde per favorire la mitigazione solare. Non mancheranno spazi pic-nic e il recupero del verde già esistente ma anche spazi per le attività motorie, per il relax, giardini e coltivazioni. Anche locali a disposizione dei residenti del quartiere per attività di vario genere.
Inoltre, è prevista l’apertura di una microarea come presidio istituzionale sul territorio. Verrà installato un container abitativo fino a fine lavori come punto informativo e di riferimento per la cittadinanza. Il messaggio di Ater è «noi ci siamo e vi vogliamo ascoltare raccogliendo tutte le esigenze». Il progetto europeo insiste molto sulla partecipazione di tutti gli abitanti: «La passeggiata di oggi (ieri, ndr) è il primo passo della progettazione partecipata, abbiamo invitato anche gli esercenti e le organizzazioni che gravitano e vivono questo quartiere». Seguiranno altri incontri durante i quali «chiederemo agli abitanti ma anche ai più giovani e ai bambini che vanno a scuola qui di dirci di cosa hanno bisogno sia in termini di spazi che di servizi, un doposcuola? Un centro per anziani? Uno spazio per incontrarsi? Lo chiederemo a loro e alla fine della progettazione partecipata, Ater si occuperà di redigere i progetti definitivi». Già nei primi mesi del prossimo anno inizierà la demolizione degli edifici, troppo piccoli e privi di qualsiasi impianto di riscaldamento: «Al loro posto arriveranno degli edifici nuovi, energeticamente molto validi dunque di classe zero o A+ e con tutti i comfort».
Gli incontri saranno aperti a tutti, ne sono previsti cinque nel corso dei prossimi tre mesi. La progettazione partecipata verrà fatta inizialmente con tutti i residenti che desidereranno partecipare e poi successivamente con dei “target group” sentendo dunque i ragazzi e ragazze dai 12 ai 15 anni che hanno esigenze proprie e gli anziani. Il tutto avviene con il supporto dell’associazione Kallipolis che si occupa di percorsi partecipativi con la popolazione. Il nuovo quartiere sarà caratterizzato da nuovi canoni abitativi e il tessuto urbano circostante si integrerà con il verde: «Non vuole essere un complesso chiuso ma aperto – spiega Cecchet – anche a servizio delle scuole, dell’oratorio, della chiesa e delle realtà sportive ma pensiamo anche agli spazi di lettura e alle api dunque spazi di coltivazione, il concetto chiave è progettare con la cittadinanza, apriamo gli spazi a tutti confidando che tutti rispettino qualcosa che vuol essere il seme per lo sviluppo urbano futuro».
[e.b.]


