di Mario Luethy – 20.10.2024 – 11.43 – Triestina calcio vicina al baratro. Di fronte all’umile e non trascendentale Virtus Verona, gli alabardati escono sconfitti tra le mura amiche mentre i tifosi manifestano le proprie rimostranze a una dirigenza ormai “nel pallone”. Questa volta le urla di disapprovazione si sono alzate addirittura dalla solitamente sobria tribuna centrale, un segno purtroppo evidente di come lo strappo tra tifoseria e dirigenza appaia per molti versi insanabile. A nulla sono valse le dichiarazioni del presidente Ben Rosenzweig durante la conferenza stampa di sabato, pronto a scusarsi per i pessimi risultati e intenzionato a smentire la ridda di voci che volevano addirittura la Triestina in vendita a una nuova proprietà russa. “Qui siamo e qui rimaniamo – aveva puntualizzato il presidente – e non lasceremo la squadra nemmeno nel caso infausto si retroceda. E continueremo pure con il progetto per la realizzazione del nuovo centro sportivo a Montedoro”.
Parole da tenere bene a memoria, mentre si registra il nuovo tracollo di sabato da parte della beneamata. Complice una ingenuità del nervosissimo centravanti Vertainen, espulso alla metà del primo tempo per una ingenua doppia ammonizione, una Triestina ridotta a dieci unità ha rincorso inutilmente per il resto dell’incontro gli avversari senza cavare un ragno dal buco. La Virtus Verona, davvero poca cosa, ha svolto mediocremente il proprio compitino portandosi a casa l’intera posta grazie a un “golasso” di De Marchi e al raddoppio in pieno recupero di secondo tempo, approfittando dell’improvvida quanto disperata proiezione offensiva del portiere alabardato.
Sfortuna, malasorte, il fato che si accanisce contro i ragazzi del povero Geppino Marino, trainer pro tempore della squadra? Decisamente no. Sono già troppi gli eurogol incassati dal portiere Roos, e questo per una semplice ragione. La difesa della Triestina è perennemente incerta, traballante, e incapace di opporsi fisicamente alle bordate avversarie. Non ci si deve lamentare se poi gli avversari possono effettuare puntualmente indisturbati i propri tiri!
Detto ciò, la situazione dei rosso alabardati è senz’altro frutto della disastrosa programmazione dei vertici tecnici societari, a cominciare dalla scelta balzana di affidare a luglio la squadra a un allenatore, Michele Santoni, completamente digiuno di quanto difficile e muscolare sia il Campionato italiano di serie C. Che dire poi della scelta di non riconfermare la veloce e capace punta olandese Redan e il bomber della serie C dello scorso anno Facundo Lescano? Tra le possibili risposte, una deve essere valutata attentamente: le casse alabardate imponevano tali sacrifici, come già apparve evidente con l’alienazione alla Juve Stabia del promettente Adorante che ora, con i campani, si sta comportando egregiamente in serie B. Sempre lo scorso anno la direzione tecnica triestina sacrificò un’altra punta, Finotto, partito e poi promosso tra i cadetti con la maglia della Carrarese. E dunque, presidente Rosenzweig, come poteva far bene la Triestina affidandosi a delle punte di rincalzo quali i pur volonterosi Wertainen e Krollis?
E dunque, alla luce dell’arrivo di un nuovo tecnico che poco potrà fare con una squadra, tra l’altro, completamente priva di validi difensori lungo l’intera fascia sinistra, potranno i nostri eroi salvarsi dal caos in cui sembrano precipitati e raggiungere la salvezza?
Difficile fare previsioni. Oggettivamente la Triestina, oggi ultima in classifica, è condannata a lottare sino alla fine del campionato per raggiungere una salvezza davvero improbabile. La speranza è che presidente e dirigenza, in caso di retrocessione eventualmente partenti, lascino a chi vorrà e potrà subentrare, una società in parità di bilancio. Lo spettro dell’ennesimo fallimento, attenzione, potrebbe essere meno lontano di quel che si creda.
Rimane, per l’appunto, la Speranza, ultima rimasta, a consolare una città che non merita di sparire da un calcio italiano che maschera quotidianamente una valanga di debiti e di maneggi altrove intollerabili.
[m.l]


