Stop alla doppia tassazione per i titoli esteri, scatta l’avvio per la semplificazione ai rimborsi

18.08.2024 – 11.05 – Due le sentenze, una della Corte di Giustizia Tributaria di Verona e una della Corte di giustizia Tributaria di Siena, che hanno confermato un possibile cambiamento riguardo la tassazione fiscale sui dividendi percepiti da investimenti sui territori internazionali. Gli investitori italiani hanno infatti da sempre avuto a che fare con un sistema di doppia tassazione: i dividendi esteri sono tassati sul territorio nazionale con un’aliquota del 26% e hanno, oltre a questo, un’ulteriore tassazione prevista nel paese di emissione dei titoli. Una situazione che pone inevitabilmente gli investimenti esteri meno appetibili agli occhi dei investitori del nostro territorio, e che, secondo quanto espresso in Cassazione, “ è iniqua”. 

Richiedere il rimborso delle spese è possibile, ma il processo burocratico per il rimborso risulta spesso complicato e non immediato: gli investitori devono prima ottenere una certificazione dell’importo delle imposte pagate in territorio estero, presentare una domanda di rimborso al Fisco del paese estero, attendere il processo di elaborazione alla domanda ( non sempre immediato, visto che potrebbe richiedere delle documentazioni aggiuntive) e infine, la sua tanto attesa ricezione. La discussione degli ultimi giorni è girata proprio attorno a questo, con la volontà  di attivare un processo di rimborso più semplificato e immediato dal Fisco, nonostante il punto di arrivo finale sia quello  di una totale abolizione della doppia tassazione.

Nonostante i progressi nelle discussioni recenti, i tempi della burocrazia in Italia sono notoriamente lunghi e possono in molti casi arrivare a rallentare l’implementazione di riforme efficaci. Tuttavia, la rimozione di  questo grande ostacolo fiscale potrebbe incentivare una maggiore partecipazione degli investitori italiani sui mercati esteri, contribuendo a una svolta  definitiva nel settore finanziario. A migliorare non sarebbe solo la competitività del mercato italiano, che vedrebbe inevitabilmente una crescita economica notevole,  ma ci sarebbe anche una maggiore promozione e un maggior dialogo tra i mercati a livello globale,  fatto di diverse opportunità. 

[n.m]

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