UGL e UIL scendono in Piazza Unità. La reazione del sindaco Dipiazza

17.04.2024 – 14:45 – “Il Comune di Trieste si trova a violare le normative contrattuali, anche per i contratti a livello nazionale, soprattutto per quanto riguarda la legge 81/08 sulla sicurezza sul lavoro. Molti edifici non sono a norma.” Sono questi i toni della protesta avvenuta questa mattina in Piazza Unità d’Italia a Trieste da parte dei sindacati UGL e UIL FPL. Circa un centinaio le persone scese in piazza che hanno chiesto a gran voce sotto il Municipio “di comunicare con il Comune” per sottolineare la mancanza di docenti e delle figure di sostegno per coloro che le necessitano, oltre al numero troppo elevato di alunni in rapporto alla quantità di insegnanti. Una situazione questa, che è denunciata dai sindacati ormai da mesi. “La qualità dei servizi in questa città conta sempre meno, si punta solo sulla quantità. Se ci sono troppi bambini e troppo pochi insegnanti, la situazione non solo diviene grave ma soprattutto rischiosa a livello di sicurezza, anche penalmente.”

Come dichiarato dal segretario UGL Autonomie, Ottorino Marchigiano: “Stiamo cercando di salvaguardare il personale e i minori, soprattutto nelle scuole e nei nidi dell’infanzia, perché ci sono importanti sgravi numerici. Siamo qui in piazza per manifestare a favore delle famiglie, dei minori, dei lavoratori e soprattutto del rispetto delle regole.”

Uno sciopero, che riguarda i dipendenti del Comune di Trieste che si occupano della parte educativa, ma non solo, “si tratta infatti anche di un problema salariale” così aggiunge il segretario della UIL FPL. Toni e modi che si sono scaldati sempre più, quando, dopo essere passato in piazza chiedendo ai sindacati il motivo della protesta ed essersene andato via successivamente, Dipiazza ha deciso di passare nuovamente.

[c.v.][f.f.]

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