12.01.2021- 12.20 – Il 21 ottobre 2020, in live su Facebook, si è tenuta la settima edizione del programma “Coding Girls” grazie alle testimonianze di donne con ruoli sociali e professionali differenti.
Il progetto “Coding Girls”, promosso dalla Fondazione Mondo Digitale, presenta un modello di formazione, sensibilizzazione e orientamento delle studentesse italiane verso lo studio e le professioni dei settori scientifici e tecnologici con l’intento di combattere la regressione del “gender equality”. La soluzione strategica punta all’incremento delle competenze digitali trasversali di 15.000 ragazze e al potenziamento delle opportunità occupazionali.
Un progetto perfettamente in linea con il piano operativo della Strategia Nazionale per le competenze digitali del Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione (MID) che ha proposto di quadruplicare entro il 2025 il numero di laureate in discipline scientifiche e tecnologiche.
Il policy brief pubblicato dall’Onu, “The impact of Covid-19 on woman”, ha messo in evidenza l’impatto del virus sulle donne e l’aggravarsi delle disparità di genere, il così detto “Gender gap” di cui, secondo l’indagine Datalab di Eni sulle ricerche Google e Twitter, si sta sempre più parlando sui social. Il policy brief evidenzia non solo un guadagno e un risparmio femminile inferiore a quello maschile, opportunità lavorative caratterizzate da minore sicurezza e stabilità, ma anche un incremento dello stress legato alle priorità della famiglia.
Nella crescente incertezza, insicurezza e lontananza, “Coding Girls” si presenta come un punto di riferimento per la rinascita post pandemica.
Nata nel 2014, l’iniziativa è sostenuta dalla Missione Diplomatica degli Stati Uniti in Italia, Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, Compagnia di San Paolo, Microsoft, Eni e una rete di 32 partner accademici.
In base ad un’analisi campionaria, “Coding Girls” avrebbe migliorato l’auto percezione nelle competenze informatiche, aumentato la consapevolezza delle ragazze nelle proprie potenzialità nella programmazione e incoraggiato la considerazione di una carriera universitaria e lavorativa nell’ambito STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) già al primo anno d’azione.


