28.02.2024 – 10.00 – Un’infelice confluenza tra accumuli burocratici connessi alla pausa della pandemia Covid tra il 2020 e il 2022, un generale aumento dell’immigrazione fuori dall’Italia e una (naturale) volontà di viaggiare dopo le quarantene degli anni passati ha causato, da diverso tempo, lunghe code e ritardi per coloro che desiderassero avere un passaporto. La situazione, già resa burocraticamente estenuante in Italia, è stata ulteriormente complicata dalla Brexit, i cui lacci e lacciuoli alle dogane e ai controlli si sono definitivamente serrati nell’ultimo biennio, ingigantendo le difficoltà per i lavoratori stagionali e i turisti europei. Nonostante dunque il dibattito ‘tenga banco’ tra le associazioni di categoria e i cittadini, le code e le lunghe attese rimangono notevoli. Il danno, per il turismo, è stato stimato sui 300 milioni con 167mila viaggi cancellati da parte delle famiglie italiane.
Eppure la procedura è semplice, in apparenza; basta entrare con lo SPID nel portale Passaporto Online, della Polizia di Stato, e scegliere le sedi presso il proprio Comune di domicilio o residenza, osservando quali ‘slot’ sono liberi, quanto tempo occorre aspettare. Vi sono città, come Bari e Cosenza, dove ormai non è più possibile prendere appuntamento. Milano richiede tre mesi di attesa. Bologna raggiunge addirittura i sei mesi di attesa; prenotando a febbraio, solo ad agosto vi sono degli appuntamenti disponibili. Anche gli esperimenti con gli Open Day vengono prenotati nell’arco di poche ore, i posti si esauriscono in fretta.
Vi sono però solitarie eccezioni. Nonostante i tempi rimangano lunghi, il Comune di Trieste richiede in media quattro giorni di attesa. Eredità della burocrazia austriaca o semplice natura di città periferica, poco battuta? In ogni caso il capoluogo giuliano e Muggia mantengono tempi nettamente inferiori, stando a un’inchiesta de Il Sole 24 Ore.
Città con tempi simili sono anche Genova, Palermo, L’Aquila, Aosta e Potenza.
La situazione potrebbe cambiare radicalmente con la possibilità, introdotta a ottobre 2023, di far fare simili procedure alle Poste Italiane; eppure il progetto sembra essere ancora arenato, le continue rassicurazioni della ministra del Turismo Saniela Santanché non si sono trasformate in realtà. Dopo le prime iniziali proteste, il malcontento verso la gestione dei passaporti si sta trasformando, evidenziando non il dato del turismo, quanto la limitazione alla libertà di movimento in contrasto con la Costituzione, secondo cui il cittadino dovrebbe essere libero di entrare e uscire dallo stato.
[z.s.]


