SIOT dal 2025 fornitore unico della Repubblica Ceca
05.12.2023 – 13.04 – Il Terminale Marino di Trieste verrà potenziato dalla SIOT-TAL tramite una collaborazione con Fincantieri Infrastructure Opere Marittime, una controllata di Fincantieri Spa. Un progetto finanziato con 44,4 milioni di euro, destinato a essere completato entro il 2025, tale con le parole del Presidente di SIOT Alessio Lilli “da permettere di continuare per altri cinquant’anni”. Le attività prevedono un rafforzamento dei pontili 1 e 2, rispettivamente con l’installazione di pali metallici, nuove strutture sempre d’acciaio, nuovi ganci per l’ormeggio delle navi, nuove strutture tecnologicamente aggiornate e una generale manutenzione. La prima fase, iniziata nel 2023, verrà completata presso il pontile 1 nel 2024; la seconda fase, prevista per il 2024-25, si concentrerà invece sul pontile 2. Il duplice obiettivo prevede da un lato di poter ormeggiare petroliere di grandi dimensioni; dall’altro di garantire una maggiore sicurezza agli addetti della SIOT.
Sonia Lussi, Coordinatore Ricerca e Innovazione e Direttore del Consorzio Energia di Confindustria Alto Adriatico, ente a propria volta anfitrione della firma tra SIOT e Fincantieri e sede dell’incontro con la stampa all’interno dell’ottocentesco Palazzo Ralli, ha presentato i due colossi, rimarcando l’importanza di “una sinergia e collaborazione tra aziende ricercata anche da Confindustria”, un vero “leit motiv della collaborazione tra enti e aziende a Trieste”.
La SIOT-TAL è una componente essenziale del porto di Trieste, specie a livello di traffici e movimentazione delle rinfusa liquide; pertanto non ha sorpreso l’intervento del Segretario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale Vittorio Torbianelli che ha ricordato che la “SIOT rimane un segno distintivo di Trieste”, infatti “la Transizione è un processo lento” e “c’è ancora spazio di sviluppo per un terminale strategico e importante per il futuro dello scalo”, rimarcando l’importanza di avere “concessionari che spingono e investono”.
Il Presidente di SIOT e General Manager di TAL Alessio Lilli ha osservato che si tratta del singolo investimento più importante nella storia dell’azienda. Ciò è stato possibile quando “un anno fa gli azionisti hanno accettato un investimento importante di 100 milioni, dei quali 50 sul territorio italiano”. La firma del contratto con Fincantieri Infrastructure Opere Marittime, “un’eccellenza del territorio italiano ed europeo” rappresenta l’esito di un lungo processo, in quanto “abbiamo collaborato per creare una grande torta, sulla quale poi abbiamo discusso per dividere le fette”. Il partner è “una società molto disponibile, pronta a collaborare per una realizzazione che non è solo manutenzione straordinaria, ma il futuro dell’attività del Terminale Marino”. Si è dovuto infatti “ripensare le strutture di ingegneria, specie per i moli”, con “un disegno infrastrutturale che ci permetterà di continuare per altri cinquant’anni” gestendo “non per forza greggio” ma “il trasferimento di energia, di vettori energetici liquidi quali greggi sintetici e carburanti alternativi” pertanto “rispondendo alle richieste delle raffinerie del futuro tra 10, 15 anni”.
I lavori, ha osservato Lilli, comporteranno “un impatto sull’operatività, ma non vi sono limitazioni alle capacità di ricezione annuale” infatti “i nostri clienti sanno che in determinati periodi dell’anno solo alcuni pontili saranno operativi”, per cui basterà “far entrare e uscire le petroliere in maniera coordinata”. A livello di movimentazione del greggio, è prevista “una crescita dei valori nel 2024 con 40 milioni di tonnellate, ulteriormente aumentate nel 2025”. Infatti, a questo proposito, occorre osservare che, dal 31 dicembre 2024, “entra in vigore per la Cechia il divieto di ricevere greggio russo” pertanto “SIOT diventerà l’unico fornitore per la Repubblica Ceca“.
Giorgio Bellipanni, AD di Fincantieri Infrastructure Opere Marittime, ha rimarcato l’onore (e onere) dell’impresa, particolarmente complessa sotto il profilo ingegneristico; si tratta infatti del “potenziamento di 2 pontili” che richiedono “un procurement specifico, con un’opera di carpenteria metallica onde rendere idoneo l’ormeggio marittimo, diverso e maggiore di quello attuale” in particolare con “la posa di tubi di notevoli dimensioni, di oltre 100 tonnellate di peso e oltre 70 di lunghezza” senza infine trascurare l’elemento della sicurezza dei lavoratori della SIOT.
[z.s.]


