04.10.2023 – 07.01 – È stata inaugurata ieri, con una presentazione preliminare rivolta alla stampa, l’Ala Nord del Museo del Mare di Trieste. Un’esposizione temporanea, in attesa che l’ufficiale Museo del Mare dello Studio Guillermo Vázquez Consuegra, collocato nell’Ala Sud del Magazzino 26, venga allestito nel suo impianto definitivo. L’Ala Nord, riaperta dopo quattro anni di chiusura del precedente Museo del Mare dislocato nell’ex Lazzaretto di San Carlo, torna a ospitare le vecchie collezioni, con qualche novità permessa dall’ampiezza dei nuovi spazi. La chiave di lettura del nuovo allestimento è duplice: la trasparenza e la cassa. Trasparenza in quanto il Museo si propone suddiviso in tre differenti aree; espositive, archivistiche e laboratoriali. La parte espositiva consta del tradizionale percorso museale, intervallato ritmicamente dalla sequenza dei pilastri di sostegno e inframezzato dal corridoio di distribuzione. La parte archivistica, situata nella zona di accesso, introduce alla biblioteca specialistica Mario Marzari, all’archivio e agli spazi per la ricerca e la didattica. La parte infine laboratoriale presenta i depositi, gli uffici e i luoghi per il restauro dei ‘pezzi’, significativamente visibili dall’esterno tramite monitor e una parete vetrata. Trasparenza completa pertanto, considerando come tutti gli ingranaggi del motore museale siano pienamente visibili e in funzione, mentre normalmente tanto l’archivio quanto i laboratori rimangono celati.
La ‘cassa’, in quanto la frazione museale dell’Ala Nord riutilizza quali bacheche per gli oggetti una successione di casse lignee del genere associate al trasporto degli oggetti preziosi e/o per l’appunto afferenti a un Museo. Si tratta delle casse che, nei film di Indiana Jones, affollano l’hangar 51, trasportano l’Arca dell’Alleanza, nascondono dimenticate mummie. O, più prosaicamente, si tratta delle casse utilizzate nelle stive delle navi d’un secolo fa; o ancora delle casse che un tempo affollavano proprio magazzini austriaci quali il ’26’. Impilate, aperte, chiuse, trasparenti… Le casse delineano il percorso espositivo, generando scorci e continue – museali – sorprese.
Il visitatore vi ritroverà il legame del mare con Trieste, attraverso vecchie e familiari esposizioni (la pesca, ad esempio); intrecci con l’industria (la cantieristica, con disegni inediti di Gaspare Tonello); le grandi esplorazioni all’epoca degli Asburgo; la nautica e lo sport, con le prime regate, le prime società veliche; la storia di Josef Ressel e l’elica marina; la storia di Marconi e la radiocomunicazione; e naturalmente l’apparato scientifico, in connessione con quella Scuola Nautica di Trieste che proprio nel 2023 compie 270 anni dall’istituzione sotto Maria Teresa d’Austria.
Il Museo del Mare Ala Nord, ha raccontato l’assessore alla cultura Giorgio Rossi, “è stato un parto molto sofferto, specie per la sistemazione del luogo”. Infatti “sono stati risistemati i 2/5 del magazzino 26, il blocco centrale, mentre il progetto dell’architetto Consuegra del Museo del Mare ‘definitivo’ coinvolgerà i 3/5 restanti”. Si tratta di “un punto di svolta importante, un’offerta culturale di grande prestigio con la sala Luttazzi e a breve con il Civico Museo della Civiltà Istriana Fiumana e Dalmata, il Museo Commerciale della Camera di Commercio di Trieste e il Museo dell’Antartide”. Ora, dopo l’inaugurazione dell’Ala Nord, “puntiamo soprattutto a fare numeri in termini di visitatori” e a breve “il problema dei trasporti verrà risolto con la strada interna del Porto Vecchio” che, a sua volta, consentirà “una riqualificazione urbana e un rilancio immobiliare”.
La Responsabile dei Musei Scientifici Patrizia Fasolato ha ricordato che “rispetto a Campo Marzio non è solo un’esposizione”, ma il nuovo Museo include un’area laboratoriale e archivistica, per il restauro e per la ricerca. Infatti, dalla chiusura del ‘vecchio’ Museo del Mare, il 1 aprile 2019, “sono passati molti anni, i reperti non erano più presentabili”. L’obiettivo pertanto è stato “di vederli di nuovo e di vederli meglio”. Da quest’esigenza, connessa anche alla breve durata temporale del Museo, la scelta di utilizzare “il modello della cassa che consente una maggiore rotazione dei reperti e che rimanda alla natura del luogo, di un antico magazzino”.
L’architetto Alessandro Pedron, responsabile del nuovo allestimento dell’Ala Nord, ha commentato che “Il Museo non è più quello a cui siamo abituati”, infatti “è un magazzino, è un laboratorio di restauro, è un luogo di ricerca”. Pertanto “abbiamo esposto di più che nel precedente Museo”, sfruttando la similitudine delle casse all’interno “di un magazzino austroungarico o, se si preferisce, della stiva di una nave”. Ciò consentirà anche di mutare facilmente l’allestimento, “coi reperti tolti dalle casse, restaurati ed esposti”.
Il Conservatore del Museo del Mare di Trieste Silvia Pinna ha commentato che fine dell’esposizione era “di riportare e restituire il museo alla città e far tornare la città nel museo”, infatti “la parte vitale del Museo del Mare non sono gli oggetti, questi piuttosto sono attivatori di conoscenza che richiedono persone che li sanno raccontare e nel contempo che li sanno ricevere” e “questo, in definitiva, è il nostro obiettivo”.
Il conservatore del Museo del Mare di Trieste Andrea Bonifacio in risposta all’assessore Rossi che dichiarava le proprie speranze di avere a breve 100mila visitatori, scherzava che “speriamo di avere 100mila triestini: saranno loro a chiamare 300mila turisti negli anni successivi”. L’obiettivo dell’esposizione dell’Ala Nord consisterà nel “capire e provvedere, nella visione Museo ufficiale di Consuegra, a quello che manca”; pertanto una sorta di ‘test’, di terreno sperimentale di “quali sono le lacune e i punti di forza che possiamo implementare”.
Orari e accessibilità: apertura da giovedì a domenica, dalle ore 10.00 alle ore 17.00 (orario invernale, da ottobre a marzo).
Il museo è accessibile tramite rampa d’accesso, elevatore ed ascensore.
Il museo è ad ingresso gratuito.
[z.s.]





