18.09.2023 – 13.42 – Quale futuro per il mar Mediterraneo? È la domanda che aleggia, quale sostrato sempre presente, per la nuova edizione, in programma dal 4 al 6 ottobre 2023, del Barcolana Sea Summit. Se la consapevolezza delle conseguenze del cambiamento climatico è sempre stato un elemento distintivo del summit, la concatenazione degli ultimi disastri naturali e, in congiunzione, la difficile Transizione energetica, hanno posto come impellente la questione. Il mar Mediterraneo, essendo uno specchio acqueo ‘chiuso’, avverte con particolare forza i cambiamenti climatici; e in tal senso le alluvioni in Slovenia e nel 2022 i roghi connessi alla devastante siccità hanno posto al centro la resilienza del Mediterraneo.
Come mitigare i danni del climate change, ad un livello locale? Come adattarsi? Le tre giornate del summit verteranno infatti sul concetto di un Mediterraneo come ‘bioregione‘, un tutt’uno dove la distruzione dell’ambiente quale conseguenza del cambiamento climatico e delle attività dell’uomo vanno affrontate con una cooperazione internazionale, con una risposta ‘europea’. E proprio la soluzione dal ‘difficile’ quesito giungerà dall’ospite d’onore della Barcolana Sea Summit, ovvero Jeremy Rifkin. Presidente del Tir Consulting Group LLC, della Foundation on Economic Trends di Washington, Rifkin è un economista impegnato in campo ambientale da decenni; lo stesso concetto di ‘terza rivoluzione industriale’ è una sua invenzione. Il keynote speech, intitolato ‘La bioregione mediterranea’, si terrà proprio all’apertura del Barcolana Sea Summit, mercoledì 4 ottobre.
La tutela dell’ambiente e la Transizione energetica che la dovrebbe garantire saranno inoltre al centro dell’intervento di un altro ospite di spicco, l’ad e direttore generale di Invitalia Spa Bernardo Mattarella. L’intervento, sempre in programma mercoledì 4 ottobre, ha un titolo significativo: ‘Il ruolo delle istituzioni e delle politiche pubbliche per lo sviluppo sostenibile’.
Molti associano la figura dei Forestali ai boschi italiani, similmente ai ranger di altri paesi; tuttavia i Forestali hanno il ruolo di tutelare la biodiversità nel proprio insieme, mari compresi. E in tal senso il loro inserimento nell’Arma dei Carabinieri ha ulteriormente enfatizzato questo ruolo, il quale sarà al centro di un intervento, giovedì 5 ottobre, condotto dal Generale Andrea Rispoli, il Comandante in capo delle Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari.
La tutela del mare passa però anche attraverso la Transizione energetica; e proprio la Valle dell’idrogeno transfrontaliera sarà protagonista di un intervento, sempre in programma giovedì 5 ottobre, dove si andrà a chiarire il ruolo dell’Hub di Trieste, in rapporto a Slovenia e Croazia. Come si produrrà idrogeno? E come verrà trasportato? Grande protagonista il porto di Trieste con la figura del Presidente dell’Authority Zeno D’Agostino.
Il segretario generale dell’Iniziativa centroeuropea (InCE) Roberto Antonione, partner ‘storico’ del Barcolana Sea Summit, ha introdotto l’evento osservando che la Barcolana è stata “il primo grande miracolo della città, è infatti al di fuori di ogni faziosità, tutti si riconoscono nella Barcolana”. Col tempo la Barcolana è passata dall’essere “la festa del mare” a “tutelarlo, a proteggerlo, fornendo un contributo con il Sea Summit di caratura internazionale”. In questo contesto l’InCe ha sempre offerto “una collaborazione strutturata con il Barcolana Sea Summit”. Ancora nel 2019 infatti l’InCE “aveva costituito una squadra di vigili del fuoco transfrontaliera, tra Italia, Slovenia e Croazia, per combattere gli incendi sul mare”. Un esempio di quel genere di collaborazione transnazionale che ora si pone più che mai necessaria per far fronte alle continue ondate di disastri naturali.
Il presidente della Società Velica di Barcola e Grignano Mitja Gialuz ha introdotto a propria volta il Barcolana Sea Summit, osservando che “l’unica dimensione che oggi ci consente di proteggerci è quella europea che guarda ai Balcani, che non si limita ai suoi confini. E in tal senso il ruolo dell’InCE è stato sempre fondamentale al Barcolana Sea Summit, fornendogli una dimensione europea”.
Infatti “tema prioritario ormai, ancor più di otto anni fa, è quello ambientale, specie a fronte degli ultimi disastri”, si avverte un senso di “urgenza straordinaria”. In molteplici consessi scientifici “il focus viene re-inserito sul mare con diverse iniziative, anche recenti, delle quali il Sea Summit è un esempio importante”.
“L’organizzazione della regata – ha scherzato, concludendo, Gialuz – è naturalmente fondamentale, ma altrettanto quella della Barcolana Sea Summit”.
Oltre quaranta i relatori attesi ala Barcolana Sea Summit; il Presidente del Gruppo Hera Cristian Fabbri, il Direttore Generale dell’Enea Giorgio Graditi, il Presidente di Hydrogen Europe Research Luigi Crema, il Generale Andrea Rispoli Comandante delle Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri, Ersilia Vaudo Chief Diversity Office dell’ESA, Antonello Mordeglia, Presidente Danieli Automation e Roberto Gasparetto, Amministratore Delegato AcegasApsAmga – Gruppo Hera, che dialogheranno con i decision maker locali di Regione FVG, Università, Comune di Trieste, Autorità di Sistema Portuale.
[z.s.]


