28.08.2023 – 09.50 – Non accenna a placarsi la discussione sull’emergenza migranti a Trieste e in Friuli Venezia Giulia, a fronte di numeri discussi dalle istituzioni e ong con considerevoli variazioni, ma col minimo comun denominatore di un aumento degli ingressi.
Secondo la Regione Friuli Venezia Giulia, tramite un intervento dell’assessore regionale all’Immigrazione Pierpaolo Roberti, in FVG nella prima metà di agosto sono state rintracciate 700 persone e altre 310 si sono presentate per l’identificazione.
La Prefettura di Trieste segnala, a sua volta, 4587 migranti accolti in Regione dall’inizio dell’anno, 1344 a Trieste.
Pesa, sulla redistribuzione dei migranti, l’incremento degli arrivi nel Canale di Sicilia; qual è tradizione dall’inizio delle prime, grandi, crisi migratorie, gli arrivi via mare hanno la priorità a confronto di una Rotta Balcanica poco conosciuta al di fuori del Nord Est.
Sul fronte dei trasferimenti la Prefettura di Trieste ha comunicato che dall’inizio del 2023 ve ne sono stati 1161 e che la situazione rimane quella usuale, con un alto numero di arrivi.
Allo stadio attuale, secondo le ong responsabili, a Trieste vi sono oltre 400 migranti privi di un posto di accoglienza e, come tali, obbligati a vivere in strada, tra rifugi improvvisati e il noto silos.
La proposta di un hotspot in FVG si scontra, in quest’ambito, con la politica del NIMBY (inglese per Not In My Back Yard, ‘Non nel mio cortile’); sebbene si concordi sulla necessità concreta di averne uno a disposizione, la Venezia Giulia ritiene di avere già il ‘peso’ di essere il punto di ingresso della Rotta Balcanica, mentre a propria volta il Friuli, specie la Lega friulana, ha rigettato la proposta del sito di Jalmicco. Eppure un hotspot sul modello di Lampedusa era chiaramente presente nel programma di Fedriga alle regionali.
La situazione di Trieste intanto inizia a trapelare sui giornali nazionali; La Stampa dedica un lungo reportage sulla situazione complessiva, mentre Il Corriere pubblica un’intervista al sindaco Roberto Dipiazza, dove l’emergenza migranti viene attribuita a un’azione dell’Unione Europea, desiderosa di ‘colpire’ il governo meloniano: “Mai vista un’invasione di migranti come questa a Trieste, e se è così, se si permette tutto questo, la spiegazione è politica: vogliono colpire Giorgia Meloni e tutto il centrodestra al governo” ha commentato il sindaco. Di nuovo, la proposta di un hotspot in Friuli, utilizzando le caserme vuote della Guerra Fredda.
[z.s.]


