Canone Rai per tutti i possessori di smartphone? L’ipotesi allo studio del Mef

04.08.2023 – 07:30 – Canone Rai da pagare sul possesso di uno smartphone? È una possibilità, ma al momento non l’unica. A parlarne è stato il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in commissione di Vigilanza, il quale ha spiegato che sul tavolo c’è una “pluralità di ipotesi di riforma del canone Rai” al vaglio di un tavolo specifico convocato presso il Mef. Nell’ultimo anno le risorse del canone Rai ammontano complessivamente a circa 1,85 miliardi di euro, destinati in gran parte alla stessa Rai, ad eccezione di una quota di 110 milioni annui assegnata al Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione. Evidentemente si tratta di un bel gruzzolo, ma c’è chi usufruisce del servizio pubblico senza versare il Canone, approfittando dei nuovi device tecnologici.

Che ci sia una riflessione in corso sulle modalità di riscossione del Canone Rai lo ha confermato anche il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, secondo cui l’obiettivo sarebbe quello di assicurare al contempo la sostenibilità economica dell’azienda e la certezza delle entrate per il servizio pubblico radiotelevisivo. Il piano sarebbe dunque quello di mantenere il passo con l’innovazione tecnologica e contrastare la fruizione illecita dei contenuti attraverso la pirateria ma non solo.

Se attualmente il pagamento del Canone Rai è legato al possesso di un apparecchio televisivo, nel medio periodo le cose potrebbero cambiare. La fruizione dei contenuti prodotti e trasmessi dalla Rai – come dalle altre emittenti – non è più vincolata alla sola TV, ma può avvenire su diversi dispositivi digitali, come PC, tablet o smartphone, attraverso piattaforme come RaiPlay. Cambiando i parametri su cui calibrare il canone e trasferendolo ad esempio al possesso di un’utenza telefonica mobile si avrebbe un aumento della platea e quindi una riduzione del costo pro capite del canone. “Oggi sono 21 milioni i cittadini che lo pagano, mentre le utenze telefoniche attiva sono 107 milioni” (quasi il doppio dei residenti in Italia ndr) ha spiegato Giorgetti. Ovviamente resterebbero aperti alcuni problemi, come la presenza di più utenze telefoniche per persona o per nucleo famigliare e una serie di difficoltà tecniche da dirimere, per cui sono allo studio delle soluzioni ad hoc. Non c’è fretta, ogni ipotesi è proiettata alla scadenza del 2027.

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