24.07.2023 – Una mostra di oggetti, immagini e testimonianze in grado di raccontare in modo vivo la storia dei cantieri navali di Muggia e delle persone che vi hanno vissuto, che ne sono state parte, che hanno contribuito, quella storia, a scriverla. Questa è “Cantieri e cantierini: storie di uomini“, la mostra iniziata lo scorso venerdì 21 luglio 2023 – e che rimarrà visitabile gratuitamente fino a domenica 20 agosto – presso il museo d’arte moderna Ugo Carà di Muggia. A curare la mostra, organizzata dall’assessorato alla cultura di Muggia, sono Francesco Fait e Marzia Piuca e la mostra è soltanto la prima delle due mostre (la seconda si intitolerà “Cantieri e cantierini: storie di navi” e sarà visitabile tra venerdì 25 agosto e domenica 10 settembre nel medesimo museo) nate dagli esiti delle ricerche condotte nell’ambito del progetto “Cantieri e cantierini: storie di uomini e navi“, sviluppato da un gruppo di giovani di Muggia che hanno raccolto diverse interviste ai cantierini e diversi oggetti che di quei cantieri raccontano la storia, oltre che numerose fotografie.
La storia dei cantieri dall’acquisto del suolo al lento declino del XX secolo
La storia dei cantieri navali di Muggia che verrà raccontata nella mostra “Cantieri e cantierini: storie di uomini” inizia quando, nel 1850, vennero rilevati dai fratelli Strudhoff dei terreni sui quali sarebbero sorti proprio i cantieri denominati Cantiere San Rocco. Con la nascita dello Stabilimento tecnico triestino, presieduto da Pasquale Revoltella, mentre il cantiere è diretto da Edoardo Strudthoff. Dai cantieri vengono prodotte, nel corso di dodici anni, 99 navi (85 mercantili e 14 da guerra), mentre nel periodo successivo, grazie alle commesse da parte della Regia marina, i ritmi produttivi aumentano a dismisura, fino a quando, con l’acquisizione da parte della società del Cantiere San Marco a Trieste, il San Rocco diventa più marginale. È purtroppo per Muggia l’inizio del declino dei cantieri che, con l’eccezione di un periodo (tra il 1909 e il 1930, quando l’attività di costruzione riparte), proseguirà irrimediabilmente fino al 1982, quando il cantiere San Rocco verrà abbandonato. Anche gli altri due cantieri muggesani, il Martinuzzi e il Felszegy, hanno qualcosa da raccontare, sebbene le proprie storie siano più brevi: se il primo, nei nove anni in cui fu attivo (tra il 1942 e il 1951, quando venne acquisito dal secondo) varò sedici navi, il secondo rimase in attività tra il 1944 e il 1966 mettendo in acqua ben 55 navi.
Interviste, foto e oggetti per raccontare una parte fondamentale della storia di Muggia
A raccontare queste storie nel corso della mostra, oltre alle interviste raccolte dai giovani autori del progetto, anche gli oggetti. Attrezzi, utensili utilizzati nella costruzione delle navi. E l’orologio a pendolo che serviva per timbrare il cartellino. Ancora, sarà presente anche una bilancia proveniente dalle cucine. Non mancano i documenti che testimoniano l’acquisto dei terreni del futuro Cantiere San Rocco da parte dei fratelli Strudthoff e poi molte fotografie, in grado di immortalare i momenti vissuti dentro i cantieri e fuori, i momenti del lavoro e quelli delle lotte sindacali e delle proteste. E anche i momenti del riposo, dello svago, della spensieratezza del dopolavoro. Insomma, la mostra “Cantieri e cantierini: storie di uomini” vuole restituire uno spaccato di quello che fu uno dei luoghi più importanti di Muggia, della sua identità e della sua storia.
[E.R.]


