NUE 112, troppe criticità nel sistema attuale. La denuncia di FIALS, SAP e CONAPO

21.06.2023 – 13:45 – Si è svolta questa mattina presso l’Antico Caffè San Marco di Via Battisti 1, a Trieste, la conferenza stampa indetta dalle segreterie provinciali delle sigle sindacali, FIALS – Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità, SAP – Sindacato Autonomo di Polizia e CONAPO – Sindacato Autonomo Vigili del Fuoco, per denunciare la sussistenza di troppi disservizi e ritardi nella catena del soccorso. I segretari Pototschnig, Tamaro e Nacini chiedono alle istituzioni politiche di rivedere quanto prima il concetto di centralizzazione della sala operativa per l’emergenza sanitaria regionale con sede a Palmanova (UD), poichè, dopo più di un lustro dall’entrata in funzione del NUE – Numero Unico per le Emergenze, continuano a persistere numerose criticità operative che mettono in seria difficoltà tanto le Forze dell’Ordine ed i soccorritori quanto i cittadini stessi. Tra queste, i più diffusi sono “errori, disservizi, ritardi nelle attività di soccorso sanitario, di soccorso tecnico urgente dei Vigili del Fuoco, di Polizia e sicurezza”, di questi, molti sono stati riportati all’interno del cosiddetto “Libro Bianco” redatto dal medico Laura Stabile, già membro della XII° Commissione permanente “Igiene e Sanità” del Senato della Repubblica Italiana. I sindacati hanno più volte portato alla ribalta tali problematiche tanto sulla stampa quanto nelle opportune sedi istituzionali. “Purtroppo, – denunciano i segretari -, dopo anni di segnalazioni e suggerimenti su come migliorare il servizio alla cittadinanza, nulla è cambiato. La salute e la sicurezza delle persone non devono essere messe a rischio” – hanno spiegato i sindacalisti. “La nuova proposta del PEU- Piano dell’Emergenza Urgenza – hanno spiegato – non cambia niente in merito all’attuale organizzazione e mantiene una centrale unica a Palmanova”. Tanto i sindacati quanto i cittadini e gli operatori sanitari e delle Forze dell’Ordine che vivono h24 tale situazione di difficoltà ritengono che la soluzione non vada ritrovata nella migliore gestione di una centrale unica ma bensì nella compresenza di almeno due strutture, una regionale ed una provinciale in grado di dare alla cittadinanza una risposta omogenea su tutto il territorio.

“Le annose criticità segnalate – ha spiegato il Segretario Provinciale di FIALS – sono state solo parzialmente risolte; la gran parte permangono. Nel nuovo PEU l’organizzazione è rimasta tale e quale a quella attuale e questo per noi è un argomento preoccupante in quanto ci siamo resi conto che non c’è la volontà nè politica nè organizzativa di modificare questo assetto. Noi crediamo che bisogna invece affrontare il tema senza limiti e portando all’attenzione di tutti la situazione attuale e come potrebbe essere migliorata. Crediamo che i margini di miglioramento ci sono, come segnalato in passato attraverso una copiosa proposta per la rielaborazione del PEU inoltrata alle istituzioni nel febbraio 2022 ma che immaginiamo sia rimasta in un cassetto. A noi questo fa male perchè riteniamo che sia necessario ascoltare tutti i tecnici e non solo quelli di parte”.

“Il nostro sindacato – ha spiegato il Segretario Provinciale del SAP – non ha alcun pregiudizio sulla centrale unica dell’emergenza, tuttavia ritiene che quando si organizzano certe cose sia necessario ascoltare inanzitutto chi lavora nel settore; cosa che all’epoca, a nostro avviso non era stata fatta. Noi avevamo denunciato sin dall’inizio quale sarebbero state le criticità che sarebbero nate di lì a poco. Sono passati cinque anni e siamo qui oggi a ripetere che da allora in sostanza non è cambiato nulla”.

“Questo apparato non funziona; – ha continuato Tamaro – non funziona in quanto non si può pensare di dare la gestione di un intervento a delle persone che, oggi sono formate, ma non conoscono a dovere le singole professioni o come si svolge un intervento di polizia, sanitario o dei Vigili del Fuoco. La conoscenza del territorio è importante, ecco perchè riteniamo che avere una sala operativa per un’intera regione non sia accettabile per eseguire interventi ben fatti. Un operatore che sta a Palmanova che non conosce il territorio triestino o isontino avrà sicuramente difficoltà a indirizzare i soccorritori in un determinato posto con determinate criticità che necessitano di essere superate con delle attenzioni particolari. Inoltre, una delle problematiche del NUE 112 è che il suo concetto di semplificazione non si è mai realizzato in quanto continuano ad esistere le sale operative di Polizia, Vigili del Fuoco e del 118 quindi il risparmio di personale non c’è stato ma è insorto invece un allungamento dei tempi di intervento con la conseguente problematica che esso non sia trattato come di dovere”.

“Oggigiorno – ha concluso il Segretario del SAP – la grande maggioranza degli interventi sono di tipo “misto” e quindi serve la tempestività di tutte le Forze dell’Ordine all’unisono e non con arrivi scaglionati. La contemporaneità di una volta può ritornare solo ripristinando il vecchio sistema o, come avevamo già proposto, creando una centrale dove tutte le Forze di soccorso lavorano assieme e gestiscono una chiamata nello stesso momento, capendo immediatamente chi mandare sul posto”.

“Lavorando anche in sala operativa – ha spiegato il Segretario Provinciale del CONAPO – conosco la situazione che si crea. Noi come sindacato siamo stati fin dall’inizio perplessi sulla questione della centrale unica”. Nacini ha poi ricordato una storica battaglia del CONAPO contro la legge regionale sul soccorso alpino, sottolineando che tali normative non devono sopraffarre quelle nazionali in quanto spesso accade che determinati interventi di competenza dei Vigili del Fuoco vengono dirottati di default dalla centrale unica quindi dalla SORES alle stazioni del soccorso alpino, tenendo involontariamente allo scuro i pompieri i quali, in alcuni casi, avrebbero potuto intervenire con maggiore tempestività rispetto agli altri soccorritori la cui sede si trovava molto più distante rispetto alla caserma dei Vigili del Fuoco. Il Segretario del CONAPO ha quindi suggerito di adottare un accorgimento a costo zero per le istituzioni ossia di poter ricevere chiamate che possono essere ascoltate da tre persone contemporaneamente quali un operatore del 112, uno della SORES e un Vigile del Fuoco. “I cittadini non devono pagare i ritardi del sistema” – ha sottolineato Nacini.

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