02.06.2023 – 12.09 – Si conclude oggi, il 2 giugno, un workshop di formazione (Orientation Workshop, 29 maggio-2 giugno) che ha visto protagoniste 18 giovani scienziate provenienti da paesi in via di sviluppo, vincitrici di una Early Career Fellowships (ECF). A organizzare l’evento è stata l’Organizzazione delle donne scienziate per i paesi in via di sviluppo (OWSD), un programma dell’UNESCO con sede a Trieste, presso l’Accademia Mondiale delle Scienze (TWAS).
Il programma Early Career Fellowships è stato attivato nel 2018: eroga borse di studio finanziate dal Canadian International Development Research Centre (IDRC) e gestite da OWSD, che consentono alle vincitrici, tutte già ricercatrici o professoresse, di istituire centri di ricerca nelle strutture dove attualmente operano.
Ogni scienziata riceve fino a un massimo di 50mila dollari, che può utilizzare per realizzare un laboratorio all’avanguardia, o per acquistare le strumentazioni e i reagenti necessari per la realizzazione di progetti di ricerca.
Le ricercatrici sono venute a Trieste da Bangladesh, Camerun, Ghana, Kenya, Mongolia, Mozambico, Nepal, Paraguay, Sri Lanka, Sudan, Tanzania, Uganda e Zimbabwe. Durante il workshop hanno familiarizzato con le procedure necessarie a massimizzare l’impatto della borsa di studio, che ha una durata di tre anni, e interagito con esperti di settore che le hanno aiutate a migliorare le competenze nella gestione delle proprie attività di ricerca.
Tra i progetti oggetto di ricerca citiamo, a titolo d’esempio, quello di Anna Msigwa del Nelson Mandela African Institute of Science and Technology in Tanzania che vuole sviluppare un’apparecchiatura che rilevi quantitativamente lo stress che il granturco subisce a causa delle ridotte precipitazioni. “Questo workshop mi ha permesso di acquisire competenze nella gestione delle risorse finanziarie, e maggiore sicurezza nel modo di presentare i miei dati,” ha detto Msigwa.
Khongorzul Batchuluun del Mongolian National University of Medical Sciences studia invece il tumore dell’ipofisi, il secondo tumore intracranico per frequenza in Mongolia, con l’obiettivo di individuare marcatori genetici che possano predire il grado di malignità della malattia. “Questo evento è stato molto proficuo dal punto di vista delle collaborazioni che permette di sviluppare,” ha detto Batchuluun.
La novità di quest’anno è stata la forte interconnessione con la Trieste sicentifica, ad esempio le visite guidate e le lezioni presso il Fab Lab del Centro di Fisica Teorica (ICTP) e i laboratori di Elettra Sincrotrone Trieste; inoltre per la prima volta c’è stato il finanziamento di una borsa di studio da parte dell’Aspen Institute Italia, la cui borsista si è unita alle altre per il workshop.
[z.s.]


