Invasione di meduse nel Golfo di Trieste, l’OGS rassicura, nel 2023 “scenario abbastanza improbabile”

20.06.2023 – 08:00 – Nelle ultime due estati, nel Golfo di Trieste, con l’arrivo della stagione primaverile e l’avvento della stagione estiva, avevamo assistito al ritorno in massa delle meduse e, come spesso accade in alcuni punti del nostro litorale, al conseguente loro spiaggiamento. Quest’anno invece, a pochi giorni dall’arrivo dell’estate la situazione sembrerebbe essere diversa. A renderlo noto l’esperta del Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale di Trieste, Valentina Tirelli. “Al momento non ne abbiamo viste – ha spiegato – non abbiamo nemmeno segnalazioni dalle coste croate o dai pescatori che lo scorso anno, ad esempio, si lamentavano di difficoltà nello svolgimento della loro attività. Certo non si può escludere completamente l’ipotesi che tornino, ma per ora considero questo scenario abbastanza improbabile”. Secondo la ricercatrice, quanto visto negli scori anni “potrebbe essere stato un fenomeno eccezionale, ripetuto, causato soprattutto da diverse giornate con forte vento di bora, insieme ad altri fattori”. Le Rhizostoma erano apparse in modo massiccio nel mese di aprile e rimaste in quantità elevate per molte settimane. Tirelli ha poi ricordato agli utenti del mare la possibilità di contribuire alle attività dei ricercatori dell’OGS attraverso l’utilizzo dell’applicazione per smartphone e tablet chiamata “Avvistapp”, la quale permette di segnalare tutti i tipi di animali presenti in mare, dalle meduse, ai delfini, passando per tartarughe, squali ed altre specie. “Per noi – ha sottolineato Tirelli – (il contributo dei cittadini con questa app, ndr) è fondamentale. Grazie alle foto e ai messaggi che riceviamo possiamo infatti monitorare le acque con più attenzione. Chiediamo a tutti di usarla, sia chi va in barca, sia chi d’estate frequenta le coste. Tutti i dati raccolti sono utili al fine del controllo costante del mare”.

Ma a cosa è dovuto un così alto livello di proliferazione delle meduse? Negli ultimi anni la quantità di meduse nei nostri mari è di gran lunga aumentata rispetto agli scorsi decenni e, pertanto, il numero di esemplari che raggiungono la riva è divenuto particolarmente alto e soprattutto estremamente visibile. Per spiegare tale fenomeno, va detto che le meduse si nutrono principalmente di piccolissimi crostacei (copepodi), che rappresentano il 90% del plancton. Secondo gli esperti di Biologia Marina, negli ultimi decenni, a causa della pesca intensiva, si è interrotta la catena alimentare di molte specie di pesci i quali si nutrivano degli stessi crostacei appetibili alle meduse, con la conseguente proliferazione tanto dei crostacei quanto delle meduse, le quali, vista la scarsità della competizione riescono oggi a sopravvivere con più facilità e quindi a riprodursi in numero maggiore. Le cause principali del “boom di meduse” quindi, vanno ritrovate tanto nell’aumento delle temperature delle acque marine del Mar Mediterraneo, il quale favorisce il ciclo riproduttivo delle meduse, quanto nell’aumento del loro cibo; in ogni caso, è sempre l’uomo con le sue attività invasive e le sue azioni a determinare il manifestarsi di questi spiacevoli eventi.

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