Decarbonizzazione, porto di Trieste protagonista del protocollo Italia-Slovenia-Croazia

22.06.2023 – 09.55 – Come può un porto – una struttura logistica, industriale, financo fosse limitato al solo turismo comunque bacino di grandi navi crocieristiche – non inquinare? La difficile sfida è stata affrontata ieri a Trieste nel convegno ‘Porti verdi e intelligenti nella regione Adriatico-Ionica. La decarbonizzazione e digitalizzazione dei porti e del trasporto merci‘. L’evento, svoltosi al MIB, era stato organizzato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia e sotto gli auspici della Macro strategia europea per la Regione Adriatico-Ionica (EUSAIR).
La conferenza è stata una perfetta cornice nella quale siglare un protocollo congiunto tra i rappresentanti degli scali di Italia, Slovenia e Croazia per la creazione di un sistema di cooperazione transfrontaliera nell’ambito della decarbonizzazione del settore portuale. Un primo passo di natura organizzativa, onde comprendere dove iniziare e come procedere; non in ordine sparso, ma insieme, come un’unico ‘corpo’ europeo, afferente al mar Adriatico.
“Quello di oggi è un evento importante perché ribadisce la centralità del corridoio Adriatico-Baltico. Va rilevato anche il ruolo cruciale che sta giocando il mare Adriatico in questo momento storico sia dal punto di vista trasportistico e logistico sia geopolitico. I porti d’Italia, Slovenia e Croazia stanno dimostrando di saper fare sistema scommettendo soprattutto sul tema della ricerca, fatta insieme, a livello transnazionale” ha rimarcato il presidente dei porti di Trieste e Monfalcone Zeno D’Agostino.

Tante e variegate le sperimentazioni negli anni passati onde ridurre il proprio impatto ambientale da parte degli scali affacciati sul mar Adriatico. Ricordiamo USPORT (SUStainable PORTs) e DIGSEA (Digitalizzazione del trasporto multimodale nel Mare Adriatico) all’interno del programma Interreg Italia Croazia; senza trascurare ACCESSMILE – (Migliorare l’accessibilità dell’ultimo meglio per le aree rurali e periferiche ai principali nodi TEN-T dell’Europa centrale tramite l’ICT) del programma Interreg Central Europe.
Per quanto riguarda gli investimenti dell’Authority giuliana, su 11 progetti attualmente in corso a cui partecipa il porto di Trieste con un budget totale di circa 43,5 milioni di euro, cinque riguardano la decarbonizzazione, tre la digitalizzazione e tre la costruzione di nuove infrastrutture.

Tra i relatori al convegno, si segnala il prof. Thierry Vanelslander, dell’Università di Anversa, il quale ha illustrato gli ultimi risultati della ricerca sulle sfide e possibili soluzioni disponibili per migliorare la propria decarbonizzazione.
Gadi Benmoshe, vice presidente del Comitato per la collaborazione telematica dell’IAPH (International Association of Ports and Harbors) ha sottolineato le sfide sempre più attuali legate alla cybersecurity, anche nell’ambito del porto.
Infine, il prof. Pierluigi Coppola, coordinatore del gruppo tematico n. 2 della Strategia EUSAIR ha evidenziato il ruolo dei porti verdi e digitali nel più ampio contesto della Regione Adriatico-Ionica.

Al meeting ha partecipato anche Anne Jensen, coordinatrice europea del Corridoio Adriatico-Baltico, che nel pomeriggio ha visitato il porto di Trieste insieme al presidente Zeno D’Agostino.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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