04.06.2023 – 09.48 – “Drammatico è l’aumento dei disturbi neuro-psichici nel periodo infantile e in adolescenza” – ammonisce Daniela Vidoni, direttrice SC del Neurosviluppo e Psicopatologia dell’età evolutiva ASUGI. Con queste tonalità si apre il secondo incontro della conferenza “L’adolescenza tra rischi e opportunità” organizzato dall’associazione “In Prospettiva” a Trieste.
I fattori sociali che influenzano l’esordio delle prime forme di disagio mentale sono tra le più varie: emarginazione, lutti, difficoltà comunicative familiari, condizioni di povertà, fino all’accesso all’assistenza sanitaria e sociale. Fondamentale è ricordare che lo stato di salute è influenzato soltanto per il 20% da fattori genetici; il vivere in società esercita un peso molto più consistente: stili di vita e componenti ambientali giocano un ruolo fondamentale per l’equilibrio della psiche.
I numeri parlano chiaro: è ormai accertato un peggioramento tra gli adolescenti in termini di salute mentale, aggravatosi nel post-pandemia. “Ad oggi, 1 adolescente su 4 soffre di qualche disturbo psichiatrico. E non si può nemmeno trascurare che oltre il 50% degli adulti con una patologia psichiatrica ha già avuto un suo primo esordio in età giovanile” conclude Daniela Vidoni. Il benessere della psiche riguarda tutti; una prevenzione proattiva e tempestiva deve essere messa in campo per individuare e fronteggiare il disagio psichico alla radice. Ciascuno, nel suo piccolo, ha la possibilità di fare qualcosa per mettere a tacere il malessere dell’altro, a partire dalla conoscenza dei servizi capillari dislocati sul territorio.
“Dal 2018, ad esempio, l’Asugi ha introdotto nella realtà giuliana il Servizio Salute Mentale Giovani, rivolto a due fasce d’età specifiche: 12-18 e 18-21 anni” – informa Eliana Chisari, coordinatrice S.C. del Neurosviluppo e Psicopatologia dell’età evolutiva ASUGI.
A questa realtà regionale si possono interfacciare direttamente i giovani o i genitori. In quest’ultimo caso, il passaggio può essere diretto dopo aver individuato qualche forma di malessere nel ragazzo oppure su consiglio di alcuni intermediari come la scuola o il csm, i quali indirizzano la famiglia verso questa forma di supporto.
Il servizio socio-sanitario offre, in prima battuta, percorsi di valutazione e presa in carico del ragazzo. Accanto a questi, però, esiste anche un centro diurno semi-residenziale con laboratori e attività collettive (psicoterapia di gruppo, gruppi terapeutici per genitori, gruppi di auto aiuto, laboratori sulle emozioni ed espressivo-artistici, percorsi di inclusione culturale, avvio di borse lavoro). L’obiettivo di questo presidio regionale è favorire l’aggancio a presidi di cura visto il basso afflusso degli adolescenti ai servizi sanitari; la domanda risulta – infatti – poco compatibile con i servizi tradizionali. Esistono, poi, altri intenti che testimoniano il bisogno di uno spazio che si occupi di salute mentale tra i più giovani: il contrasto a ritiri sociali, dispersioni o abbandoni da progetti terapeuti; la riduzione di episodi di crisi o ricoveri impropri e il sostegno all’inserimento scolastico e sociale dei ragazzi.
“È importante che gli adolescenti non si sentano giudicati durante questi periodi di crisi” sostiene Antonina Contino, psicologa e responsabile del SSD Consumi e Dipendenze Giovanili ASUGI. Il servizio Androna Giovani dove lavora è, in particolare, uno spazio dedicato ai ragazzi under 25, incentrato sul contrasto alle dipendenze giovanili. “Ci sono nuove modalità di assunzione delle sostanze stupefacenti e le tipologie di disagio giovanile, come il cutting o i disturbi del comportamento alimentare, sono aumentati: da qui nasce Androna Giovani” sottolinea Antonina Contino. È necessario mettere l’accento sull’adolescenza come un periodo della vita, narrando le crisi che si possono incontrare come fasi di passaggio temporanee da cui si può uscire. L’attenzione va posta su eventuali blocchi evolutivi del ragazzo, lavorando con lui sulle sue paure e difficoltà personali. È una visione che va divulgata e coltivata in tutti i contesti socio-culturali. Una presa di responsabilità da ciascuno è un primo passo per parlare di benessere individuale. La salute mentale è una questione troppo importante per riguardare soltanto i diretti interessati.


