09.04.2023 – 12.13 – Proteo, il “piccolo drago” che vive nelle grotte del Carso. Tra le 2700 che ne compongono un’intricata rete, meta di speleologi, archeologi o semplicemente appassionati del mondo sotterraneo, le più importanti sono: la Grotta Gigante, la Grotta di Trebiciano Riparo di Visogliano, la Grotta del Dio Mitra, la Grotta Azzurra, la Grotta delle Gallerie. Tuttavia, non tutti sanno che in esse, sott’acqua, vive nei meandri più oscuri il proteo (Proteus anguinus Laurenti, 1768), un anfibio urodelo appartenente alla famiglia dei Proteidi, unica specie appartenente al genere Proteus, ed unica a riprodursi e vivere all’interno delle grotte.
L’etimologia della parola Proteo, che dal greco “πρῶτος” (protos), significa primo, così come “πρωτόγονος” (protogonos) significa primordiale o anche nato per primo, cela in essa le caratteristiche di questo vertebrato troglobio la cui storia si rifà alla storia dei tempi. In Italia è una specie anfibia endemica delle acque sotterranee dell’altopiano carsico, ed è altresì l’unica in grado di adattarsi alla vita di sistemi idrici ad elevata durezza e ridotta temperatura dell’acqua e all’assenza di luce.
La sua peculiare conformazione fisica, che mantiene per tutta la sua esistenza un’apparenza larvale, lo fece identificare nei secoli addietro, quando ancora le credenze in animali fantastici appartenevano alla cultura popolare e la conoscenza scientifica non era arrivata a identificarlo, ad un cucciolo di drago. I primi cenni risalgono al XVII° secolo, lo stesso Darwin (1859) fece riferimento nella sua opera omnia a questi curiosi esseri che popolavano le grotte di Postumia.
Essendo un animale neotenico mantiene le caratteristiche della larva anche allo stadio adulto, da qui deriva la sua depigmentazione che tende ad un rosa pallido. In età adulta raggiunge fino ai 25-30 cm coda inclusa. Le zampe poco sviluppate hanno solo tre dita nelle anteriori e due nelle posteriori. La sua cecità dovuta all’adattamento in un ambiente acquatico privo di luce, gli ha fatto sviluppare in particolar modo gli organi dell’udito e dell’olfatto. È una specie ancora poca conosciuta, si pensa possa vivere fino ai 100 anni di età e digiunare fino a 12 anni. Ci sono teorie scientifiche che fanno risalire la sua esistenza a 200 milioni di anni fa.
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