16.03.2023 – 18.10 – Questa mattina nel box elettorale del Patto per l’Autonomia in Piazza della Borsa è stata presentata la mozione “Per la dignità retributiva nel sistema degli appalti comunali”, presentata da Adesso Trieste nell’ambito della campagna nazionale “Sotto dieci è sfruttamento”, della rete di attivisti “UP – Su la testa”. Sono intervenuti il capogruppo di Adesso Trieste in Consiglio comunale Riccardo Laterza, Roberta Nunin, professoressa di Diritto del Lavoro all’Università di Trieste e candidata del Patto per l’Autonomia nel collegio di Trieste, e il candidato alla Presidenza della Regione Massimo Moretuzzo.
La mozione impegna Comune e Regione a rispettare la dignità dei lavoratori impiegati nell’ambito degli appalti comunali. In particolare dà mandato agli uffici perché venga esclusa la concorrenza sul costo del lavoro e siano applicati per la formulazione del valore economico degli appalti contratti non scaduti, congrui rispetto alle mansioni previste e con soglie salariali dignitose. Richiede inoltre di arrivare quanto prima alla firma del Protocollo sugli appalti con i sindacati, e di non rinnovare le gare che non sono conformi a questi criteri, e ancora di aprire tavoli per l’adeguamento degli appalti già in essere. Infine la mozione chiede al Parlamento l’istituzione di un salario minimo legale di 10€ lordi l’ora.
«Da anni seguiamo e sosteniamo le vertenze legate alla qualità del lavoro negli appalti pubblici. Quello degli operatori museali è un caso eclatante, ma purtroppo solo uno dei tanti – sono le parole di Riccardo Laterza -. Per questo abbiamo accolto con favore la proposta della rete UP di presentare mozioni coordinate nelle varie città sul tema della dignità retributiva negli appalti comunali».
«Spesso si tira in ballo l’Europa per dire che non si possono porre limiti alla concorrenza al ribasso sulla pelle dei lavoratori – spiega Roberta Nunin – Ma è proprio l’UE a dare la possibilità di introdurre clausole sociali e ambientali che tutelino lavoratori, utenti e territorio. Anche la Regione può e deve impegnarsi maggiormente per garantire che quando un’istituzione interagisce con il mercato, come nel caso degli appalti, lo faccia orientandolo nella direzione giusta, che è quella dei diritti e della dignità delle persone, della parità di genere e della difesa dell’ambiente».
«Sulla vicenda dei museali triestini il silenzio del Presidente Fedriga e dell’Assessore alle Attività Produttive Bini, peraltro azionista di riferimento di Euro&Promos, vale più di mille parole. Noi abbiamo in mente un modello completamente diverso, che prevede di utilizzare l’autonomia come strumento per fare prima e meglio dello Stato ciò che è necessario per tutelare lavoratori ambiente ed economie locali – ha concluso Massimo Moretuzzo -. Anziché lamentarci inutilmente del Codice degli Appalti avremmo potuto, come Regione, copiare esempi virtuosi come quello della Provincia di Bolzano in tema di lavori pubblici, dove grazie ai criteri di minore impatto ambientale si agevolano le imprese e i sistemi economici locali. Lo abbiamo proposto come Patto nel 2019, ma questa maggioranza non ha mai voluto approvare una legge del genere. Sarà una delle prime cose che faremo in caso di vittoria alle elezioni del 2 e 3 aprile».
[c.s.]


