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domenica, 4 Dicembre 2022

La Scuola Interpreti di Trieste e quel peculiare legame con la CECA

23.11.2022 – 12.52 – Quando nacque la Scuola Interpreti di Trieste? Attualmente, con riferimento all’ambito universitario, ci si riferisce alla Sezione di Studi di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori (SSLMIT). Questa, a sua volta, è un’evoluzione della Scuola di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori (SSLMIT) e del Dipartimento di Scienze del Linguaggio, dell’Interpretazione e della Traduzione (DSLIT).
L’Istituto di Lingue Moderne venne inaugurato l’11 gennaio 1954, nella cornice della Facoltà di Economia e Commercio, per iniziativa del preside Pierpaolo Luzzatto Fegiz. I corsi, rispettivamente di inglese, francese, tedesco e spagnolo, miravano a soddisfare la richiesta del mercato, specie dell’industria e del commercio; servivano professionalità specifiche grazie ai nuovi accordi ottenuti con formazione della CECA, la Comunità Europea del carbone e dell’acciaio, ‘mitica’ precorritrice dell’UE. Pertanto l’ente nacque con finalità squisitamente pratiche e, anzi, ‘industriali’; serviva chi sapesse parlare il linguaggio dei nuovi memorandum, dei nuovi accordi commerciali, delle nuove fabbriche che si andavano costruendo grazie alle risorse guadagnate con la CECA.
Nel 1962 venne quindi istituita la ‘Scuola a fini speciali di Lingue Moderne per Traduttori ed Interpreti di Conferenze’ che, sempre collegata alla Facoltà di Economia e Commercio, poteva ormai conferire un diploma legalmente riconosciuto.
Nel periodo dal 1962 al 1978, anno in cui la Scuola venne trasformata nella facoltà universitaria comunque denominata ‘Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori’, per 11 anni l’unica in Italia, il direttore della Scuola fu il Preside della Facoltà di Economia e Commercio Claudio Calzolari. Nel frattempo anche le lingue insegnate erano aumentate e all’inglese, francese, tedesco e spagnolo, si aggiunsero anche le lingue russa, serba e croata, slovena e neerlandese, sottolineando il legame con il territorio da una parte e con la CEE dall’altra.

Come riporta il sito del Dipartimento, Fin dai suoi primi inizi negli anni Cinquanta la Scuola è stata caratterizzata da una forte vocazione internazionale dovuta alle materie di studio del suo percorso formativo e alla provenienza internazionale dei suoi docenti, che in molti momenti della sua storia sono stati per la maggioranza di lingua madre straniera. Di conseguenza numerosi sono sempre stati i rapporti intrattenuti dalla Scuola con istituzioni internazionali, prime fra tutte le organizzazioni internazionali come l’Unione Europea, ma anche l’ONU, alle quali la Scuola ha fornito negli anni un gran numero di interpreti e traduttori per la lingua italiana. La SSLMIT è inoltre uno dei sette membri fondatori della CIUTI (Conférence Internationale Permanente dés Instituts Universitaires de Traducteurs et Interprétes), l’associazione fondata nel 1961 che riunisce le più qualificate scuole per traduttori ed interpreti a livello universitario del mondo. La SSLMIT è inoltre membro dell’European Language Council. La Scuola ha inoltre precorso programmi come l’Erasmus, perseguendo scambi di docenti e alunni ancora nei primi decenni del secondo dopoguerra, quando il clima, complice la guerra fredda, era molto più ostile, molto più burocraticamente complesso per questo genere di collaborazioni transfrontaliere.

Oggigiorno, per i poliglotti del domani, le lingue di studio sono: arabo, francese, inglese, italiano, neerlandese, portoghese, russo, serbo/croato, sloveno, spagnolo, tedesco.
Una piccola curiosità: continua a essere insegnata anche la lingua dei segni italiana, anche se non a livello curricolare.

[z.s.]

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Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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