Cavalli lipizzani patrimonio Unesco, comitato si riunirà a fine mese

11.11.2022 – I cavalli lipizzani patrimonio dell’Unesco? La proposta di candidatura, presentata insieme da Italia e Slovenia nel 2020 e intitolata Lipizzan Horse Breeding Traditions, era stata approvata dal Consiglio direttivo della Commissione nazionale italiana per l’Unesco quasi un anno dopo, il 24 marzo del 2021 ed era stata sottoscritta sin da subito anche da altri Paesi come Austria, Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Romania, Slovacchia e Ungheria, che avevano sottoposto la candidatura insieme alle due sottoscrittrici originarie. La candidatura dei Cavalli lipizzani a patrimonio Unesco verrà discussa dal Comitato per il patrimonio mondiale tra lunedì 28 novembre e sabato 3 dicembre, quando si terrà la riunione annuale per esaminare le candidature ricevute.

Un sistema di allevamento nato da un’intuizione di Carlo II

I cavalli lipizzani prendono il nome dall’omonima località slovena (Lipica) non lontana da Basovizza, dove nel 1580 l’arciduca austriaco Carlo II, rilevato il villaggio, decise di impiantarvi un allevamento di cavalli adatti al traino di carrozze e alla cavalcata. Cavalli, insomma, imperiali. I cavalli lipizzani, infatti, si diffusero rapidamente in tutti gli stati del vasto impero degli Asburgo – che sono anche quelli che oggi hanno presentato insieme la candidatura all’Unesco – e non solo, diventando con il tempo una razza particolarmente apprezzata. Una razza nata dall’uso di pratiche di allevamento, tramandate da quasi cinque secoli e diffusesi in mezza Europa e che si vorrebbero proteggere. Da qui l’esigenza di proporre al comitato Unesco la candidatura dei cavalli lipizzani.

Un sistema di allevamento che mette insieme saperi e pratiche complessi

Comitato Unesco che non potrà non considerare che, peraltro, tuttoggi i cavalli lipizzani siano estremamente apprezzati e nel loro allevamento si applichino saperi diversi che mettono in relazione anche le università, come quella di Lubiana, che è coinvolta nelle pratiche di allevamento con la facoltà di veterinaria e con il dipartimento di zootecnica della facoltà di biotecnica. Le tecniche di allevamento, peraltro, non sono semplici da imparare e da mettere in pratica e richiedono grandi abilità e decenni di studi.

Oggi, ma in realtà sin dalla loro comparsa, i cavalli lipizzani sono apprezzati per numerose loro caratteristiche: l’eleganza, sia dell’aspetto che del portamento; il loro carattere docile e obbediente, che li rende molto propensi all’apprendimento e versatili; le grandi doti atletiche; la longevità. Doti che li resero graditissimi anche a qualcuno che di cavalli se ne intendeva parecchio e ne era una grande estimatrice: la regina Elisabetta II.
[E.R.]

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