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venerdì, 9 Dicembre 2022

Vaccino bivalente, al via in FVG la campagna antinfluenzale e anti Covid-19

05.10.2022 – 12.55 – “Un’azione semplice come aprire un ombrello” Si presenta con le parole della quotidianità la nuova campagna di vaccinazione antinfluenzale e anti Covid-19 della Regione Friuli Venezia Giulia programmata per il prossimo mercoledì 12 ottobre, volta a proteggere le fasce deboli della popolazione dalla vecchia e nuova influenza. Si tratta di una campagna con vaccinazione ambivalente e antinfluenzale che segna, dopo il biennio pandemico, un significativo cambio di passo: il Covid-19, nell’attuale variante, viene affiancato dall’influenza e la campagna torna a essere su base volontaria, abbandonando quei tratti di obbligatorietà caratteristici del 2020-21.
Come preannunciato dalla direttrice centrale di Salute Salute della Regione Gianna Zamaro, la novità maggiore consiste nel coinvolgimento ‘dal basso’ delle farmacie per la somministrazione (anche) del vaccino Covid. La collaborazione avverrà dapprima coinvolgendo 1 farmacia per distretto sanitario, poi 3, 5 e così via sino a giungere al 10% delle farmacie presenti sul territorio. Come per gli utenti, anche per le farmacie l’adesione rimane volontaria.

Il dirigente medico Cristina Zappetti ha presentato i dati attuali relativi alle campagne di vaccinazione degli anni passati e della mortalità connessa a Covid-19 e influenza. La Zappetti ha osservato che nel 2020-21 nonostante vi sia stata una profonda flessione nel numero dei casi di influenza a causa dell’imperversare del Covid, “la mortalità osservata è stata più alta di quella attesa”. Tuttavia, sempre su questo fronte, nel 2020-21 vi è stato “un picco di vaccinazioni antinfluenzali”, di pari passo con quelle anti Covid.
E, nell’ambito del Coronavirus, giunti ormai al secondo booster (colloquialmente noto come quarta dose), si registra una “stanchezza vaccinale“, cioè “la popolazione non risponde in maniera ottimale”, le fasce deboli rimandano o si disinteressano proprio di rinnovare il vaccino.
“Le autorità nazionali ed europee consigliano la doppia somministrazione” ha ricordato la Zappetti. Per coloro a cui è raccomandata la nuova dose ambivalente c’è la novità di un’estensione dell’età a rischio: non più over 65, ma ora over 60. Occorre poi ricordare le categorie lavorative alle quali la vaccinazione viene raccomandata, cioè il settore pubblico con riferimento al personale sanitario e a coloro che sono a contatto con le fasce deboli.
Non sorprende infine, considerando come tra gli animali da allevamento imperversi l’influenza suina, come la vaccinazione sia fortemente raccomandata anche a chi è in contatto con virus influenzali non umani, in primis gli allevatori.
Tuttavia, anche per le specifiche categorie dei lavoratori, sanitari compresi, non vi è obbligatorietà; una specifica quanto mai necessaria considerando il basso tasso di adesioni tra gli infermieri tradizionalmente registrato in FVG.

Il vicegovernatore con delega alla Salute Riccardo Riccardi ha ricordato che si tratta di una “partita doppia” che prevede “un ulteriore sforzo della macchina organizzativa della sanità regionale”, già di per sé “straordinario”. È vero, ha osservato Riccardi, “c’è una stanchezza vaccinale“, ma “è comprensibile, considerando come la popolazione sia stata continuamente sollecitata“. La vaccinazione oggigiorno rimane, dagli over 60 in su, fortemente raccomandata; chi poi lo desidera è libero di vaccinarsi dai dodici anni in su, onde contribuire allo sforzo sanitario complessivo.
Il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga è ritornato su un un argomento ricorrente, già toccato durante la presentazione del progetto di Novartis. Infatti, secondo Fedriga “dobbiamo rafforzare sempre di più la cultura della prevenzione; siamo normalmente di fronte a una mentalità secondo cui ci si rivolge alla parte sanitaria quando si ha sviluppato una patologia. Ma se andiamo in quella direzione peggioriamo la salute delle persone e intasiamo il sistema sanitario. La prevenzione deve invece anticipare il sorgere della patologia e garantire una maggiore qualità della salute al cittadino, alleggerendo la pressione per il sistema sanitario”.
Occorre inoltre sottolineare che “abbiamo autorità scientifiche che verificano la validità dei vaccini” e di quanto siano importanti “gli strumenti forniti dalla scienza, la forza che ci può dare la ricerca scientifica, specie per la prevenzione”. La “stanchezza vaccinale” è però comprensibile, perchèabbiamo stressato la popolazione“.
Guardando alla situazione nel suo complesso, “l’aumento di contagi di questi giorni non sta, ad oggi, comportando un significativo aumento dei ricoveri”. Infatti “è sempre la stessa variante con gli stessi effetti”, per i quali valgono “forti raccomandazioni per i soggetti a rischio” per i quali gli effetti restano “drammatici”.

[z.s.]

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Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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