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domenica, 4 Dicembre 2022

Trieste ‘nera’, per Il Sole 24 Ore 19esima città in Italia per criminalità

04.10.2022 – 09.38 – La città di Trieste scala nuovamente la classifica nazionale: la graduatoria aggiornata de Il Sole 24 Ore sull’indice di criminalità nelle città italiane annovera, nel resoconto generale, il capoluogo giuliano al diciannovesimo posto; se nel 2021 (con dati riferiti al 2020) era al ventesimo, ora le denunce sembrano essere aumentate, la posizione peggiorata d’un’altra posizione.
La classifica viene elaborata sulla base di una mappa del crimine che raccoglie le statistiche del 2021, a propria volta estratte dalla banca dati interforze dal dipartimento di Pubblica Sicurezza del ministero dell’Interno. I dati vengono poi confrontati con quelli degli anni precedenti. Milano, a livello nazionale, risulta la città che svetta per i crimini denunciati, tanto nella quantità, quanto nella varietà degli stessi; ma si tratta di una sorpresa solo parziale, perchè la capitale industriale italiana è una metropoli con una cultura della sicurezza che incentiva le denunce, coadiuvata dai problemi che piagano tutte le grandi città, specie con un sostrato industriale sviluppato.
Trieste risulta la prima città italiana rispettivamente per tentato omicidio, undici ogni centomila abitanti; è inoltre prima per violenze sessuali, con 59 denunce dal 2022; in compagnia in questo caso con Gorizia che, nonostante le piccole dimensioni, risulta ottava in Italia. Scorre anche profondo il traffico di stupefacenti, con la quarta posizione in Italia, segnalata da 195 denunce. Terzo posto invece per lo sfruttamento della prostituzione e la pornografia minorile, con 16 denunce; preceduta rispettivamente da Venezia e Genova.
Numeri elevati, infine, anche per le lesioni dolose, con 418 episodi; prima posizione anche in questo caso, seguiti da Imperia e Rimini. Terzo posto, infine, per il reato di percosse con 121 denunce; nuovamente in vetta alla classifica Imperia e Biella.

Si tratta di dati che occorre cogliere cum grano salis, rilevando in primo luogo come siano connessi alle denunce; non vengono qui presi in analisi i crimini commessi nel complesso, ma solo quelli effettivamente denunciati. Un elemento che, dopo diversi anni, Il Sole 24 Ore rileva per primo, presentando le informazioni: “Più denunce, però, non significa per forza meno sicurezza. Innanzitutto perché la sicurezza urbana è influenzata anche dalla percezione stessa che ne hanno i cittadini. Ma anche perché i dati sulle denunce riflettono la propensione dei cittadini a presentarle…”
Trieste mantiene una tradizione di dovere civico forte in tal senso; e sul fronte delle violenze sessuali le donne triestine denunciano con maggiore facilità che in altre città d’italiane; c’è coraggio a Trieste di denunciare, di uscire dall’anonimato, le donne triestine non sopportano ‘in silenzio’, ma vanno dalle forze dell’ordine.
In tal senso, come già analizzava per Trieste News la giornalista Giulia Pivotti nel 2018, “un maggior numero di denunce infatti, non necessariamente starebbe a significare un aumento di crimini, in questo caso, quanto piuttosto il fatto che un più grande numero di donne abusate, supportate da un sistema che fortunatamente sta cambiando e mettendo loro a disposizione nuovi strumenti di aiuto, hanno trovato il coraggio di uscire dalla spirale della violenza attraverso la denuncia e la richiesta di sostegno all’esterno…”
Sotto il profilo invece della prostituzione e del traffico di stupefacenti, Trieste rimane una ‘porta d’oriente’, uno snodo di frontiera di traffici di ogni genere, anche illegali; è l’inevitabile portato dell’essere una città di porto e di confine, senza tuttavia sottovalutare l’importanza di vigilare su questo fronte.

[z.s.]

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Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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