Rilettura dei dati sulle violenze sessuali a Trieste: l’apparenza inganna?

26.10.2018 -8:30- Sembra non fare bella figura Trieste per quanto riguarda il suo primo posto in classifica in episodi criminali quali infanticidi, frodi informatiche e violenze sessuali. Fa scalpore soprattutto la prima posizione della città a proposito delle violenze sessuali nella classificazione del Sole24 Ore, basata sul numero di denunce alle autorità competenti ogni 100mila abitanti e riferita ai crimini commessi nel 2017 su 106 province italiane. Un netto distacco rispetto alla seconda posizione in lista (Cagliari) sul numero di denunce ogni tot abitanti, comparendo Trieste in cima con 23 e Cagliari in seconda con 15 accuse registrate.

La Questura di Trieste ha però voluto precisare che la classifica del Sole 24 Ore, nella categoria “violenza sessuale”, ha inserito anche tutti quei reati considerati penalmente minori, che seppur altrettanto gravi dal punto di vista emotivo e ugualmente lesivi della dignità della persona, hanno un diverso peso e profilo di aggressività; circa il 50% di queste molestie arriverebbero da persone conosciute: persone di famiglia, amici o ex fidanzati. Sembrerebbero, sempre secondo la Questura, a essere questi ultimi i reati in crescita, e non quelli delle pure violenze carnali. Il dirigente dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura ha poi ancora minimizzato l’idea per la quale sarebbe l’accrescimento del flusso migratorio ad aver fatto variare significativamente la situazione, sostenendo: “mediamente se parliamo del range dei tipi di violenza, quello più serio arriva soprattutto da parte di una persona ben conosciuta. Le molestie occasionali in autobus o per strada, poi, arrivano spesso da triestini o italiani”.

Questi dati, di primo acchito sconvolgenti e preoccupanti, potrebbero però essere il segno di un miglioramento della consapevolezza, da parte delle donne della nostra città, dei propri diritti. I dati vanno quindi opportunamente letti con le dovute riflessioni e conseguenti interpretazioni: un maggior numero di denunce infatti, non necessariamente starebbe a significare un aumento di crimini, in questo caso, quanto piuttosto il fatto che un più grande numero di donne abusate, supportate da un sistema che fortunatamente sta cambiando e mettendo loro a disposizione nuovi strumenti di aiuto, hanno trovato il coraggio di uscire dalla spirale della violenza attraverso la denuncia e la richiesta di sostegno all’esterno.

Questi dati ci raccontano allora che i tempi stanno mutando e che episodi un tempo o in altri luoghi considerati ‘normali’, stanno oggi iniziando a non essere più accettabili: un aumento dunque della sensibilità collettiva che potrebbe star prestando più attenzione e cura nei confronti della donna.

L’aumento delle denunce rappresenta l’uscita delle donne dal buio e dal silenzio.

Sappiamo che Trieste è stata spesso precursora in tanti ambiti, di tutto punto asburgica a un primo sguardo ma profondamente aperta all’innovazione nei suoi accadimenti storici e sociali; nell’ambito interculturale è stata per esempio luogo di convivenza pacifica tra culture diverse e sperimentatrice di accoglienza in vari momenti della storia, e come è ampiamente risaputo, in città sono nate le prime cooperative sociali d’Italia.

Che rileggendo la classifica del Sole 24 Ore al contrario, risultassimo paradossalmente un po’ più avanti degli altri paesi e città italiane su questo punto? Sarebbe incoraggiante pensare sia così, perché nell’ottica della psicologia sociale, quando si ha la sensazione di star facendo bene, vien voglia di fare ancora meglio!

Concludendo, ripeschiamo il testo di una vecchia canzone popolare triestina, a ‘scherzosa’ testimonianza del fatto che a Trieste le mule (ragazze) hanno sempre avuto la fortuna e la forza di avere una marcia in più.

LE MULE DE SAN GIACOMO

Le mule de San Giacomo

le porta el Cristo in peto…

le ga el marì che naviga

e l’amante soto el leto,

le prega el bon Gesù

ch’el marì no ghe torni più…

El prete de San Giacomo

ga predicado in ciesa,

ste atente mule mie,

ch’el triestin ve frega…