20.08.2022 – 1015 – È stato depositato in tribunale dai sindacati l’esposto contro Wärtsilä: il gruppo finlandese si sarebbe macchiato di condotta antisindacale. Rassicurazioni, promesse di nuove assunzioni, la garanzia della continuità produttiva fino al 2023. E ancora, ritardi fino a tre mesi nella risposta alle convocazioni sindacali. La multinazionale così avrebbe violato l’articolo 28 dello statuto dei lavoratori. L’azione legale è promossa da FIM, FIOM e UILM; le sigle auspicano sanzioni per l’azienda e lo stop alla procedura avviata da Wärtsilä lo scorso 14 luglio, quando aveva comunicato che 451 operai, tecnici e impiegati sarebbero stati licenziati assieme a 250 lavoratori dell’indotto.
Il sostegno delle istituzioni non basta e con “certosina qualità” le sigle hanno raccolto la documentazione da portare davanti al giudice, spiega Giacomo Viola della UILM.
Alessandro Gavagnin della Fim Cisl conferma: l’azienda proprio l’8 marzo aveva ripetuto per l’ennesima volta che no, la produzione a Trieste non si sarebbe fermata. Sempre quell’8 marzo Wärtsilä “aveva presentato un piano di assunzioni” racconta ancora Gavagnin, precisamente “settantanove, sia per l’area service che la parte produttiva, di cui una parte sarebbero state fatte anche su Trieste”.
“Questo, se Wärtsilä dovesse non trovare una soluzione positiva, è l’atto finale dell’industria triestina”, commenta Marco Relli (Fiom), “la pietra tombale sulla Trieste industriale, una città da 300mila abitanti verso un declino inesorabile”.
Il tribunale civile, stando alla previsione dei sindacalisti, potrebbe pronunciarsi in un paio di settimane. Fabio Kanidisek della Fim Cisl Wärtsilä Italia delinea un quadro più che chiaro: “A Trieste – afferma – abbiamo la chiusura inspiegabile di uno stabilimento performante; una comunità cittadina e regionale che ha capito i gravi rischi che la forte desertificazione industriale fa correre al futuro della nostra “ex” provincia; la piena solidarietà a tutti i livelli”. La città è allineata ma di soluzioni alternative neanche l’ombra. Benvenuta la solidarietà da parte delle istituzioni, incalza il segretario generale della Cisl Fvg, Alberto Monticco, ma che sia “con i fatti e non con le parole” senza alcun dubbio su “da che parte si deve stare”. Da parte dell’azienda “il silenzio continua” commenta a margine della conferenza dei sindacati Roberto Decarli (PD), “la dirigenza aziendale – aggiunge – pare di fatto esautorata dal compito primario di non chiudere mai le porte alla trattativa”.
E Trieste si mobilita ancora. Verrà indetto per i primi di settembre (con tutta probabilità sabato 3) un corteo a sostegno della lotta dei lavoratori Wärtsilä, a difesa della produzione e dell’occupazione.
mb.r


