6 luglio 2026 – ore 14:00 – Diventano definitive le prime sentenze emesse dal Tribunale di Trieste che riconoscono un risarcimento agli eredi di cittadini italiani deportati nei lager nazisti, segnando un passaggio significativo nell’applicazione del fondo istituito nel 2022 per le vittime dei crimini di guerra e contro l’umanità commessi dal Terzo Reich. Le decisioni, ormai passate in giudicato, riguardano due distinti procedimenti nei quali il giudice ha riconosciuto la responsabilità della Repubblica Federale di Germania quale Stato successore del Terzo Reich, escludendo l’immunità statale per i crimini contro l’umanità e confermando la giurisdizione del giudice italiano. Uno dei casi riguarda Alfonso Cavedale, nato a Bicinicco (Udine) nel 1915 e morto il 4 aprile 1945 nel campo di concentramento di Flossenbürg, dove era stato deportato e costretto ai lavori forzati. L’azione è stata promossa dai nipoti, eredi dei fratelli della vittima. Il Tribunale ha stabilito un risarcimento di 85.887 euro, oltre agli interessi, precisando che il fondo istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze riguarda esclusivamente la fase esecutiva dei risarcimenti e non trasferisce allo Stato italiano la responsabilità degli illeciti.
La seconda sentenza definitiva riguarda invece un cittadino triestino internato tra il 1943 e il 1945 nello Stammlager di Bad Orb, in Assia, dove fu impiegato nei lavori forzati all’interno di una fabbrica di armamenti. Sopravvissuto alla prigionia, dopo il rientro in Italia soffrì per tutta la vita di una grave forma di stress post-traumatico. In questo caso il Tribunale ha riconosciuto al figlio un risarcimento di 67.965 euro. Le due pronunce rappresentano tra i primi provvedimenti divenuti irrevocabili a Trieste nell’ambito delle azioni civili avviate dagli eredi degli internati militari e delle vittime delle deportazioni naziste dopo l’istituzione del fondo statale previsto dalla normativa del 2022.
Articoli di Francesco Viviani


