06.07.2022 – 12.05 – Un atto di coraggio. La dirigenza Flex deve essere capace di rendere strategico il sito di Trieste e, stando al percorso indicato dal ministero, lo sviluppo del polo industriale passa per il trasporto ottico e delle telecomunicazioni. Si, c’è stato un nuovo tavolo presso il ministero dello sviluppo economico sulla crisi Flex: le sigle sindacali tutte, la regione nella persona dell’assessore Rosolen, Confindustria Alto Adriatico e l’azienda hanno discusso ieri le diverse ipotesi sul tavolo al momento e, come spiegato dal mise, nessuna di queste è una soluzione immediata. Il potenziamento passa anche per la possibilità di definire un accordo con Nokia: l’attività svolta dal ministero con i tecnici Invitalia ha prodotto un rapporto che va a descrivere le potenzialità di sviluppo dell’azienda per favorire un maggior afflusso di lavoro anche per quanto riguarda gli operatori italiani del settore. Trasporto ottico e delle telecomunicazioni; questa la strada – seppur lunga e articolata – indicata da Giancarlo Giorgetti, che ha parlato personalmente con Nokia Finlandia. “L’azienda – si legge nella nota unitaria diramata dalle sigle sindacali – sollecitata dalle parti sociali ha dichiarato il suo interesse ad approfondire questo tipo di possibilità, analizzando ulteriormente il suo quadro di possibile evoluzione industriale sui mercati di riferimento, dichiarando l’avanzamento su alcuni progetti (uno su tutti un progetto di ottica quantistica per l’autorità portuale di Trieste)”. Ad ogni modo, i sindacati raccontano che l’azienda, durante l’incontro, non ha mai voluto “scoprirsi sulla questione degli organici, su cui le organizzazioni hanno richiesto di poter entrare nel merito anche alla luce della recente diminuzione dell’impatto della solidarietà – spiegano le sigle – dovuta all’arrivo improvviso di componentistica e quindi di attività su alcuni segmenti produttivi”.
Rimandato a data da destinarsi, invece, il tema degli esuberi. “L’azienda con poco coraggio – raccontano i rappresentanti sindacali – ha voluto nuovamente prendere tempo per poter svolgere ulteriori valutazioni”. Le organizzazioni sindacali all’unisono, hanno richiesto la definizione di un percorso chiaro e cadenzato dove intervenire con tutti gli strumenti utili a favorire un percorso di riconversione dello stabilimento a garanzia dell’occupazione sia dei lavoratori fissi che degli interinali (su cui è stato sollecitata la questione dell’integrazione salariale sulla solidarietà). “Questo percorso – entrano nel merito – deve essere quello indicato dal ministero, l’unico che ad oggi può offrire delle soluzioni concrete a salvaguardia dell’occupazione”.
Alla fine dei conti si tratta anche di un’opportunità. E la FIOM CGIL, FIM CISL, UILM UIL, UGL metalmeccanici e USB lavoro privato lo sanno bene. A questo punto per “rendere il sito di Trieste un sito strategico ci vuole innanzitutto una dirigenza capace di cogliere le indicazioni del ministero come un elemento di sfida ma allo stesso tempo di grande valore occupazionale”. Da parte della regione, assicura l’assessore al lavoro Alessia Rosolen, c’è piena disponibilità a “sostenere un percorso finalizzato a individuare le potenzialità di sviluppo per il piano industriale dello stabilimento giuliano di Flex in coordinamento con le indicazioni del ministero dello sviluppo economico”. “Il supporto della Regione – precisa però Rosolen – è subordinato all’impegno di Flex a preservare i livelli occupazionali nello stabilimento di Trieste”. Il passaggio decisivo per il futuro dello stabilimento è quindi fissato al 22 luglio.
mb.r


