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lunedì, 5 Dicembre 2022

Trieste, il Porto e la tecnologia quantistica: quali applicazioni?

18.03.2022 – 07.01 – La sicurezza informatica procede di pari passo con quella reale; e in questo contesto i porti, Trieste compresa, rivestono un ruolo sensibile, quale hub di scambio di merci e informazioni. In un contesto accelerato dal conflitto tra la Russia e l’Ucraina, s’inserisce la novità della comunicazione quantistica che mira a rivoluzionare la crittografia tradizionale, garantendo una totale sicurezza. Proprio il capoluogo e con esso il porto rappresentano in questo contesto l’elemento di spicco nell’ambito della penisola italiana. L’argomento, già accennato durante i convegni scientifici triestini, è stato recuperato questo martedì dal prof. Angelo Bassi, docente di Fisica Teorica all’Università di Trieste. L’occasione era il convegno “Sfide e prospettive del sistema portuale del mare adriatico orientale“, tenutosi per ricordare la figura del prof. Giacomo Borruso.
Secondo Bassi, il principale ambito di applicazione della tecnologia quantistica rimane la comunicazione crittografata; attualmente è possibile generare istantaneamente due copie della stessa chiave, eliminando quel trasferimento della chiave stessa solitamente bersaglio degli attacchi hacker e “giuntura” debole dell’intero processo.

Inizialmente la comunicazione quantistica è stata sviluppata attraverso una collaborazione tra la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) e l’Università degli studi di Trieste (UNITS): il cosiddetto nodo metropolitano. Successivamente la tecnologia è stata sviluppata tra le sedi universitarie di Trieste e Udine, con il nodo regionale; e ora si mira a una rete compiutamente nazionale che diverrà operativa entro la fine del 2022, in collaborazione con il CNR-INO. Bassi ha osservato che esiste già un “backbone quantistico italiano“, una rete che innerva la penisola; ora anche il capoluogo entrerà a farne parte, con tutti i vantaggi di sincronizzazione ad essi connessi.

Nell’ambito del porto di Trieste la comunicazione fitta e continua sui movimenti delle merci e i trasferimenti del materiale dalle banchine, alle navi, ai treni, richiedono un margine di sicurezza per il quale la tecnologia quantistica riveste un ruolo di forte interesse; anche la logistica potrebbe risultare tra gli ambiti coinvolti.
Si vorrebbe infatti, in una successiva fase, estendere la comunicazione quantistica attraverso i satelliti, onde raggiungere zone dove la fibra è assente, navi comprese. In quest’ambito il progetto ESA vorrebbe garantire una comunicazione sicura terra-nave per l’utilizzo nella guida autonoma delle navi. Un ambito così delicato non può prescindere da un’assoluta sicurezza informatica che verrebbe garantita dalla tecnologia quantistica.

Trieste costituisce poi la testa di ponte dalla quale proiettarsi per allargare la tecnologia quantistica alle vicine nazioni, garantendo un canale diplomatico esente da incursioni hacker. Una sperimentazione in tal senso era già avvenuta durante il G20 di Trieste, un anno addietro, quando Trieste era stata connessa con Lubiana e Zagabria. I progetti prevedono un ulteriore allargamento a Vienna e a Berlino, all’interno di un consorzio mitteleuropeo chiamato “Quapital“. Questi si colloca a sua volta nel contesto di un progetto più ampio chiamato EuroQCI: una rete paneuropea di comunicazione quantistica su fibra ottica, della quale Trieste è il partner italiano.

[z.s.]

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Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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