07.02.2022 – 07.01 – Notevoli difficoltà per Saipem, lo specialista delle tecnologie per l’energia, il quale proprio a Trieste vanta una delle principali sedi di ricerca attive nella robotica e negli impianti sottomarini. La società, dopo aver presentato alcuni mesi addietro un outlook positivo, con un piano strategico che prevedeva investimenti attorno a 1,5 miliardi, ha annunciato una settimana fa un bilancio civilistico del 2021 fortemente negativo. Il bilancio si chiuderà infatti con perdite superiori a un terzo del capitale sociale. Tra le principali difficoltà addotte da quella che (un tempo) era definita un’eccellenza tecnologica il rapido aumento delle materie prime, dello shipping e i lockdown dovuti alla pandemia. Tuttavia sembra che il peggioramento dei margini economici sia da imputare anche a diversi progetti relativi rispettivamente all’E&C Onshore e all’Offshore wind. La notizia ha causato il naufragio del titolo in Borsa per diversi giorni consecutivi, con il concomitante annuncio di un aumento di capitale pari a 2 miliardi di euro e un nuovo finanziamento da parte delle banche per sopperire al debito di Saipem.
I due maggiori azionisti, rispettivamente Eni con il 30,5% e Cdp Industria con il 12,5%, si sono mossi per inserire nella società due nuovi manager, destinati a fiancheggiare l’amministratore delegato Francesco Caio (tecnicamente i giornali scrivono di un affiancamento; ma a livello pratico si tratta di un commissariamento).
I nuovi nomi sono Alessandro Puliti, attuale direttore generale della divisione Risorse naturali di Eni, e Paolo Calcagnini, vicedirettore generale di Cassa depositi e prestiti. Calcagnini gestirà la nuova unità per il rafforzamento dell’attività di pianificazione e controllo finanziario della società, mentre Puliti rivestirà il ruolo di direttore generale di Saipem. L’obiettivo finale è la “ristrutturazione e ricapitalizzazione della società”.
“Puliti sarà perciò a capo di una direzione generale dai confini molto estesi – con Caio che, a questo punto, esce fortemente ridimensionato dalla riorganizzazione – e dovrà raddrizzare la rotta in vista della manovra di rafforzamento della struttura patrimoniale e finanziaria”, ha osservato il Sole 24 Ore, come riportato da diverse testate specializzate.
Si tratta di vicende della finanza e, ancor più, azionarie; eppure potenzialmente dalle conseguenze da monitorare attentamente anche a Trieste, dove Saipem era sempre stato il fiore all’occhiello delle aziende tecnologiche, con show e interventi (ESOF 2020 docet).
[z.s.]


