“Il robot che vive sul fondo dell’oceano” Un drone triestino in Norvegia

09.09.2020 – 08.53 –Il robot che vive sul fondo dell’oceano“. Ha il sapore della fantascienza la nuova avventura intrapresa dalla Saipem: la progettazione e costruzione di due droni subacquei per le ispezioni e la manutenzione delle piattaforme petrolifere al largo delle coste della Norvegia. I due droni subacquei, rispettivamente denominati Hydron-R e Hidron-W, possono immergersi fino a 3mila metri di profondità, con un’autonomia di 10 chilometri. Si tratta di due piccoli robot con due pinze per la manipolazione degli oggetti e due grandi occhi; possono essere comandati a distanza, ma sono anche capaci – come d’altronde ha dimostrato la robotica spazialedi eseguire semplici compiti, grazie all’implementazione dell’intelligenza artificiale. Posizionati in un apposito “garage” subacqueo sul fondo del mare della Norvegia, i due droni possono essere poi “svegliati” per compiere le operazioni di loro competenza, restando sott’acqua per un anno intero.

La triestina Saipem ha costruito i due robot dopo aver vinto una gara di 10 anni per 40 milioni di euro con la società Equinor, la quale utilizzerà a breve il primo dei due droni per il Njord Field. Un grande passo in avanti anche per la stessa industria norvegese, la quale normalmente avrebbe dovuto ormeggiare una nave al largo della piattaforma e far scendere apposite attrezzature subacquee, persino per le operazioni più banali, quali un’ispezione di routine.

Fonti: Ansa, Saipem.com, The robot that lives at the bottom of the sea

[z.s.]