28.02.2022 – 15.19 – La minaccia dei bombardamenti anglo-americani incentivò, negli anni terribili dal 1941 al 45, la costruzione nel sottosuolo di Trieste di un vasto dedalo di gallerie e rifugi: un labirintico sistema di cunicoli e cantine che, sebbene senza quell’interconnessione immaginata dai triestini, tutt’oggi esiste nel sottosuolo giuliano. Vi furono costruzioni militari, opere del genio civile e complessi sistemi sotterranei finanziati dai privati. Nel caso del complesso denominato “Kleine Berlin“, si trattava di quattro gallerie costruite dall’esercito tedesco durante l’amministrazione del Litorale adriatico. Oggigiorno è visitabile la galleria antiaerea pubblica destinata alla popolazione civile e il ricovero antiaereo militare tedesco, composto da una galleria principale e le diramazioni laterali. È presente, sul soffitto di una delle diramazioni, un pozzo originariamente munito di una scala a chiocciola che consentiva al famigerato comandante delle SS Globocnik un accesso rapido al Palazzo della Giustizia, dove aveva posto residenza. Un valore dunque storico, ma non solo: proprio nelle tenebre di una delle gallerie chiuse al pubblico sopravvive una rara specie di aracnide sconosciuta in Europa. Le gallerie si sono conservate intonse dall’epoca del dominio nazista: dalle pareti imbiancate, al lento plink plink delle gocce di condensa. La Kleine Berlin ospita inoltre due mostre permanenti; la prima incentrata sui bombardamenti avvenuti tra il 44-45; la seconda sulle cavità naturali e artificiali realizzate durante la Prima Guerra Mondiale dall’esercito italiano e austro-ungarico. Le visite, gestite dal Club Alpinistico Triestino (CAT), avvengono solo su appuntamento, scrivendo a [email protected]. Per la visita si consiglia scarpe e abbigliamento adeguato a causa della bassa temperatura e dell’umidità. È utile dotarsi di una torcia elettrica e c’è bisogno della prenotazione. L’accesso avviene in via Fabio Severo, a fronte del civico n. 11.
[z.s.]


