22.11.2021 – 10:40 – La neonata riforma del Codice della Strada italiano non ha convinto la nostrana “AssoCorridori”, (Associazione Corridori Ciclisti e Professionisti Italiani), in quanto in nessun caso sono stati presi nuovi e necessari provvedimenti in merito alla tutela dei ciclisti sulle strade da tempo richiesti a gran voce dal grande popolo della bicicletta che in Italia conta quasi 5 milioni e mezzo di utenti. Sia chiaro, la suddetta Associazione non si è dichiarata contraria alla riforma, la quale ha portato importanti novità e inasprito le sanzioni per chi viene pizzicato alla guida con cellulare alla mano o a lasciare senza diritto la propria vettura negli stalli riservati ai portatori di disabilità; tuttavia, si è dichiarata delusa dal fatto che nessuno, al Governo, abbia preso in considerazione l’increscioso numero di ciclisti vittime della strada nel nostro Paese. “Dov’è la zona 30 in città? Dov’è il ritiro immediato della patente per uso del cellulare alla guida? Dov’è la distanza minima vitale per il sorpasso ai ciclisti che è legge in tutto il resto del mondo? Ancora una volta, che delusione i nostri politici”, si legge in un post pubblicato sui canali social di AssoCorridori, “Il nuovo codice della strada non fermerà la strage“.
Nei primi mesi del 2021, infatti, secondo i dati raccolti dall’Associazione Amici della Polizia Stradale è morto un ciclista italiano ogni 48 ore. Andando maggiormente a ritroso, nel 2020, nonostante il lockdown e le restrizioni agli spostamenti hanno perso la vita 176 utilizzatori di biciclette. Nel 2019, l’ultimo anno pre-pandemia, le vittime nei primi tre mesi erano state 37. Nel 2018, nello stesso trimestre, 33.
Cosa è cambiato per i ciclisti con la recente Riforma del CdS:
Per i ciclisti, con la recente Riforma del Codice della Strada è cambiato ben poco; oseremo dire nulla, considerando che i nuovi accorgimenti resi ora obbligatori erano già da tempo osservati da gran parte degli amanti delle due ruote anche senza l’imposizione del legislatore. Come ad esempio l’obbligatorietà di installazione di una luce bianca all’anteriore e di una rossa al posteriore (da utilizzare in specifiche situazioni), l’obbligatorietà di installazione di un campanello o di altri strumenti di segnalazione acustica (tranne nel caso in cui stia partecipando ad una competizione sportiva autorizzata).
In nessun passaggio della Riforma è stato menzionato l’utilizzo ciclabile di strade a basso traffico, l’istituzione di corsie preferenziali, sorpassi con distanza minima di 1,5 metri tra autovettura e ciclista e, nessun accenno nemmeno sull’obbligatorietà del casco, dispositivo di protezione individuale il quale, in caso di incidente, riduce del 74% la possibiltà di riportare ferite gravi a cranio e cervello o il rischio di decesso. Oggigiorno, purtroppo, solo il 35% dei ciclisti italiani sembrerebbe indossarlo con regolarità.
Ogni anno, sempre più spesso istituzioni e associazioni ambientaliste parlano del ruolo chiave della bicicletta nel miglioramento della società, del nostro stile di vita, della salute dei cittadini e nell’ambito della riduzione della CO2 nell’aria. Purtroppo, nonostante tanti proclami e belle parole, il ciclista, in Italia, continua a rimanere invisibile agli occhi del legislatore e bistrattato (suo malgrado) dagli automobilisti. A distanza di quasi 30 anni, dall’entrata in vigore dell’attuale Codice della Strada italiano, concepito nell’ormai lontano 1992, epoca nella quale la bicicletta non era più considerata un mezzo di trasporto di dignità pari alle auto e la coscienza ecologica quasi non esisteva, la riforma del 2021 sarebbe potuta essere il momento di svolta per allineare le norme italiane a quelle dei più esemplari paesi del Vecchio Continente come la virtuosissima Olanda (nella quale possiamo trovare percorsi ciclabili urbani marcatamente separati dalla carreggiata su gran parte delle strade urbane ed extraurbane) quelli scandinavi come Danimarca, Svezia e Norvegia o le più vicine Austria (uno dei paesi europei con il maggior numero di cicloturisti) e Svizzera. Ennesima occasione persa?
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